x

x

Passo e Chiudo - 'La squadra cresce, ma anche lo stadio e i suoi servizi sono da Serie A'

Scritto da Gabriele Passoni  | 

Monza. Pareggio importantissimo domenica conquistato dal Monza contro un Sassuolo veramente propositivo. Ritornavo in tribuna stampa dopo diverso tempo e sono rimasto entusiasta dei lavori fatti in questi anni nello stadio.

Dall’ascensore e i passaggi per i disabili, agli Sky box e alle nuove sale ricavate per eventi e la nuova sala stampa, un lavoro e un investimento enorme se si pensa a come era lo stadio di Monza fino a pochi anni fa. 

Ma la cosa che mi ha colpito di più è la crescita per quanto concerne il servizio di accoglienza, posti in tribuna stampa assegnati e quando arrivi in postazione ti trovi acqua e spuntino.

Finita la partita, scendi per andare a seguire la conferenza stampa e vieni accolto da personale gentilissimo che ti manda a prendere un altro piccolo spuntino in attesa dell’arrivo degli allenatori. 

Il servizio ristorazione ottimo per qualità e gentilezza che per tutta la partita ha rifornito gli Sky box e i vari bar dello stadio dove non deve più mancare il Caffè Borghetti, autentico talismano nei momenti di difficoltà della squadra. Che è aumentato di prezzo se vogliamo fare un appunto. 

Ripenso a qualche anno fa, quando mancava il servizio e il presidente si era organizzato personalmente con la famiglia per offrire comunque qualcosa. Sembrava di essere al bar dell’oratorio feriale con spuma e gommose.

Siamo in Serie A, il target e il livello è chiaro che si sarebbe alzato, ma bisogna ammettere che, come accoglienza, immagine e qualità dei servizi, il duo Berlusconi e Galliani si è dimostrato ancora una volta all’altezza della sua fama. Avevano iniziato in sordina, ma col lavoro e con il tempo hanno creato un’organizzazione impeccabile. Lo stadio è pulito, i servizi funzionano, insomma il vecchio Brianteo, oggi U Power Stadium, è un piccolo gioiellino e i lavori non sono ancora finiti. 

Se questi risultati andranno a pari passo con quelli in campo ne vedremo delle belle.

Gabriele Passoni