Villa Reale, il futuro divide la politica: “Così non basta più”
Villa Reale di Monza, Corbetta chiarisce la mozione in Regione: nessuna bocciatura, ma serve una nuova visione sul futuro.

La Villa Reale di Monza torna al centro del confronto politico. A riaccendere il dibattito è una mozione presentata in Regione da Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega, che guarda al futuro del Consorzio in vista della scadenza del 2029. Un intervento che, nelle intenzioni del consigliere regionale, non rappresenta una bocciatura dell’attuale gestione, ma l’avvio di una riflessione più ampia e strutturata.
Nessuna bocciatura, ma il momento di guardare avanti
Corbetta chiarisce subito il punto centrale: il lavoro svolto finora dal Consorzio non è in discussione. I risultati raggiunti vengono riconosciuti apertamente, dalla valorizzazione degli arredi storici alla riapertura del Teatrino, fino al traguardo della Villa Reale oggi riconosciuta come museo.
La mozione, spiega, non nasce per commissariare né per criticare la direzione attuale, ma per aprire un tavolo istituzionale sul futuro del complesso. Una discussione che, secondo Corbetta, deve coinvolgere in primo luogo gli enti proprietari e i soci, insieme alle più alte cariche istituzionali. L’obiettivo è costruire una visione condivisa, capace di superare l’orizzonte della gestione ordinaria.
Una riflessione che riguarda anche la struttura del Consorzio
Il confronto, secondo il consigliere regionale, è ormai maturo e non più rinviabile. Tra i temi da affrontare c’è anche quello organizzativo. La durata dell’incarico del direttore, attualmente fissata in tre anni con possibilità di rinnovo, viene considerata troppo breve per programmare e realizzare una strategia di lungo periodo.
L’ipotesi è quella di estendere il mandato a cinque anni, garantendo maggiore continuità e stabilità. Una scelta che permetterebbe di dare respiro alla pianificazione e di rendere più efficace l’azione del Consorzio nel tempo.
Il nodo politico: sindaco e presidente coincidono
Uno dei passaggi più delicati riguarda la governance. Per Corbetta esiste una chiara anomalia: la coincidenza tra il ruolo di sindaco di Monza e quello di presidente del Consorzio. Una sovrapposizione che, a suo giudizio, non aiuta.

Il sindaco deve fare il sindaco, mentre il presidente del Consorzio dovrebbe esprimere una visione autonoma e dedicata esclusivamente a un bene così prezioso. Monza, sottolinea, può continuare a esprimere la presidenza, ma non necessariamente attraverso il primo cittadino. L’indicazione potrebbe arrivare anche dalla giunta o dal consiglio comunale, mantenendo la centralità della città senza confondere i ruoli.
Eventi, risorse e investimenti: il confronto con altri modelli
Non mancano alcune osservazioni critiche sull’attuale fase, soprattutto sul piano della programmazione e delle risorse. Dopo grandi eventi che hanno dato visibilità internazionale, il calendario si è fatto più prudente e si è percepita una maggiore cautela nei rapporti con alcune realtà private.
Il tema, però, è soprattutto strutturale. Il Consorzio opera con un numero limitato di dipendenti e con risorse contenute, un fattore che incide direttamente su ciò che può essere realizzato. Il confronto con altri modelli nazionali mette in evidenza un divario significativo negli investimenti, in particolare quelli di origine ministeriale.
Non può investire solo la Regione
Da qui l’appello finale. La Regione, da sola, non può sostenere il peso della valorizzazione della Villa Reale. Servono maggiore attenzione e più risorse anche da parte degli altri enti coinvolti, a partire dal Comune di Milano.
La Villa Reale, conclude Corbetta, è un patrimonio straordinario che ha bisogno di una volontà collettiva di investire sul suo futuro. Una partita che va giocata ora, prima che la scadenza del 2029 diventi un problema anziché un’opportunità.



