Sassoli

Martina Sassoli, consigliere regionale e comunale di Noi Moderati – Lombardia Migliore, interviene sul futuro del prolungamento della linea M5 fino a Monza e lo fa con toni netti.

“Rischiamo di perdere l’infrastruttura più importante per il territorio mentre Monza tace”, afferma. Un richiamo diretto al sindaco, accusato di non esercitare un ruolo politico sufficientemente incisivo in una fase delicata.

Un’opera strategica per la Brianza

Il prolungamento della linea M5 viene definito da Sassoli come “l’infrastruttura strategica più rilevante per il futuro della città e dell’intera Brianza”.

Secondo la consigliera, tutte le forze politiche riconoscono l’importanza dell’opera, ma nel momento in cui servono azioni concrete l’unità si dissolve. “Quando si tratta di fare qualcosa, restiamo in pochi a batterci”, sostiene.

Coperture individuate, ma rischio procedurale

Dal punto di vista politico, spiega Sassoli, non esisterebbe un ripensamento sul trasferimento delle risorse dalla linea M4 alla M5. Le coperture economiche sarebbero state individuate e gli impegni formalmente assunti.

Il nodo sarebbe ora di natura tecnica e procedurale. Le tempistiche ministeriali e gli atti formali richiesti rischiano di allungarsi, mettendo a repentaglio la fattibilità complessiva del progetto.

“Serve una guida politica forte”

Metropolitana M5
Metropolitana M5

La consigliera chiama in causa direttamente il primo cittadino di Monza, invitandolo ad assumere un ruolo più protagonista.

“Servono pressione istituzionale e presenza politica costante a ogni livello”, afferma, citando l’azione della Regione Lombardia e dell’assessore Terzi nel sollecitare i ministeri competenti.

Secondo Sassoli, Monza non può permettersi una posizione attendista su una partita che riguarda il futuro infrastrutturale del territorio per i prossimi decenni.

Il futuro della città in gioco

Al centro del confronto non vi sarebbe un dettaglio tecnico, ma una scelta che potrebbe incidere in modo strutturale sul sistema dei trasporti brianzolo.

Il messaggio è chiaro: “Monza non può restare spettatrice. Serve una guida politica capace di far sentire il peso della città a Roma. E serve ora”.