L'ex tecnico del Monza Cristian Brocchi è stato ospite al podcast CENTROCAMPO. Nella lunga intervista, tra le varie argomentazioni trattate, l'ex calciatore milanese, con un passato nel Milan e nella Lazio, tra le altre, è tornato anche sull'esperienza in panchina in Brianza, tra l'ottobre del 2018 e il maggio 2021. Ecco le sue parole in merito a quell'avventura in biancorosso.

Podcast Centrocampo, le parole di Brocchi sull'esperienza al Monza

A Monza ho dato tutto me stesso, mi sono legato in modo viscerale. Quando vado ogni tanto a ‘Monzello’ e vedo com'è ora penso ‘ho iniziato io a crearlo quel centro’. Grazie ovviamente a Berlusconi, Galliani, la Gozzi, perché senza di loro era impossibile farlo. Noi abbiamo iniziato a portare su quel Monza, ma il problema è che lì non sono mai contenti e non lo dico solo io. Quando sono arrivato purtroppo ero già etichettato. Ricordo la prima partita a Fano in cui vinciamo 1-0 , al mio esordio, poi affrontiamo, nella prima in casa, la squadra più forte in assoluto del campionato, la Ternana; perdiamo 2-0 e avevo la Tribuna che m'insultava e voleva che me ne andassi. E io ho detto boh. Da lì poi è stato un percorso difficile, in cui ho avuto rispetto e parlavo sempre bene della Curva. Sai, se un allenatore non si fa volere bene, critica, fa l'antipatico è un conto, ma io sono sempre stato un professionista. All'interno del Monza c'erano un paio di figure legate all'esterno, messe da parte con l'arrivo di Berlusconi e Galliani, seppur ancora dentro in società, che portavano all'esterno qualcosa di sbagliato. Non so cosa non sia piaciuto, il primo anno facciamo la squadra a gennaio e andiamo a giocarci i playoff, usciamo con l'Imolese per il peggior piazzamento, e perdiamo una finale di Coppa di categoria a trenta secondi dalla fine su un errore banale, che può succedere. L'anno dopo partiamo e ‘spacchiamo’ tutti, in Coppa Italia vinciamo prima in casa del Benevento, dominatore poi della B, di Pippo Inzaghi e mettiamo poi in difficoltà una squadra di Serie A come la Fiorentina, giocando alla grande e perdendo alla fine dopo essere stati a lungo in vantaggio. In campionato andiamo su tutti i campi e vinciamo. Poi, con 13-15 punti vantaggio sulla seconda, capita di perdere in casa con la Juventus Under 23 per 2-0 e giù critiche. Mi criticavano per come mi vestivo, le scarpe, per loro i cambi erano sempre sbagliati. Con tutto il rispetto, ancora oggi, non penso ci siano state scelte sbagliate. Non sono mai piaciuto, non sono mai riuscito ad essere apprezzato. Non penso di avere tutte le colpe io, un po' le hanno anche loro, molti lì non sono stati apprezzati. Non può essere che solo chi ha giocato e ha fatto il capitano nel Monza deve essere amato. Come Zaffaroni, che ha fatto un grandissimo lavoro prima di me. Potevano vedere ciò che di bello è stato fatto. Lì sono stato veramente male e fa male ancora oggi, perché sono molto legato al Monza, lo tifo tuttora e voglio che vinca. Mie colpe? Non sono riuscito a farmi capire da determinate persone, a livello tecnico tutti gli allenatori sbagliano qualcosa. L'anno di Serie B arriviamo terzi, con molti problemi da gestire e che molti sapevano. In altre piazze venivano fuori, lì i problemi che gestivo e risolvevo io no. Io dico sempre che per una società avere un allenatore come me è un bene. Non faccio mai un'intervista sbagliata, non mi lamento mai e non parlo male di nessuno, rispetto sempre tutti. L'anno dopo decidiamo di rescindere consensualmente con la società perché la piazza non mi voleva più. Terzi eravamo arrivati, però dovevamo stravincere dicevano. Poi l'anno dopo hanno vinto con lo stesso percorso mio, però ai playoff, al posto di perdere 3-0 col Cittadella (e lì c'entrava poco l'allenatore per il gol che abbiamo preso), non fanno errori e salgono con merito in A. Io ero strafelice per il Monza, altri allenatori invece avrebbero gufato. L'anno dopo vado a Vicenza, prendo la squadra a zero punti. Nel percorso sono state fatte cose non bene, come volevo io. Sia di scelte che sul mercato. Mi sono spento e ho detto basta. Il 27 gennaio di quella stagione ho capito che quello lì non poteva essere il mio mondo, poi a quattro giornate dalla fine vado via con la squadra ai playout. I tifosi del Vicenza comunque sono stati fantastici, soprattutto dopo la vittoria dello scontro diretto contro l'Alessandria, in casa, nel giorno del mio compleanno, il 30 gennaio, in cui poi mi hanno fatto una festa incredibile. E li ringrazierò sempre, mi hanno capito benissimo. Come mai loro mi volevano bene, nonostante una stagione disastrosa, e non quelli del Monza in cui avevo vinto? Loro hanno capito l'impegno che mettevo, quelli del Monza hanno pensato a criticarmi e non ad aiutarmi.

Per vedere l'intera puntata dal canale YouTube CENTROCAMPO: (clicca qui)

Brocchi
Brocchi (fonte foto sito ufficiale del Vicenza)

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