PEDEMONTANA B2

Nuovi aggiornamenti sul fronte delle bonifiche legate ai terreni contaminati dalla diossina del disastro Icmesa del 1976 nelle aree coinvolte dai lavori di Autostrada Pedemontana Lombarda.

Durante il Tavolo permanente dedicato alla bonifica ambientale è emerso che circa l’80% dei terreni è già stato sottoposto agli interventi previsti, mentre metà delle oltre 500 celle analizzate avrebbe già raggiunto gli obiettivi richiesti per la bonifica.

Il punto sulle bonifiche nelle aree interessate da Pedemontana

L’incontro si è svolto nella sede di Arpa Lombardia a Monza e ha coinvolto enti locali, associazioni ambientaliste, Provincia, Prefettura, Cal e i tecnici di Pedelombarda Nuova e Pedemontana.

Secondo i dati illustrati durante il tavolo tecnico, il 50% delle celle oggetto di collaudo avrebbe già ottenuto esito positivo e validazione da parte di Arpa. La restante metà comprende invece aree che necessitano di ulteriori verifiche oppure celle per cui si attendono ancora gli esiti definitivi delle analisi.

Come funziona la procedura di bonifica dei terreni contaminati

Il percorso operativo prevede diverse fasi tecniche. Dopo le prime analisi dei terreni e la gestione dello smaltimento, si procede con gli scavi e con ulteriori controlli su fondo e pareti degli areali interessati.

Le verifiche vengono effettuate sia dai tecnici di Pedelombarda Nuova sia da Arpa.

Nel caso in cui venga certificata la conformità dei risultati, si passa alla validazione ufficiale da parte di Arpa e successivamente alla certificazione di avvenuta bonifica da parte della Provincia di Monza e Brianza.

Per le aree considerate non conformi, invece, vengono effettuati approfondimenti degli scavi e nuovi campionamenti.

Il caso dei teloni sollevati dal vento aveva allarmato i residenti

Uno dei temi più discussi durante il confronto ha riguardato i teloni utilizzati per coprire le aree di bonifica.

Nei mesi scorsi alcuni teli protettivi erano stati sollevati dal forte vento, generando forte preoccupazione tra i residenti per il possibile rischio di dispersione nell’aria di polveri contaminate dalla diossina.

Dopo quell’episodio, spiegano i tecnici, i teloni sarebbero stati ripristinati e sarebbero state rafforzate anche le strutture di ancoraggio.

Cosa dicono i dati sulla diossina nell’aria

Grande attenzione è stata dedicata anche al monitoraggio della qualità dell’aria lungo la tratta interessata dai lavori.

Secondo quanto illustrato dai tecnici durante il tavolo, nemmeno nelle giornate considerate più critiche — comprese quelle caratterizzate dal forte vento che aveva sollevato i teloni — sarebbero stati superati i limiti previsti dalla normativa.

Il valore soglia fissato dalla legge è pari a 150 fg/m3, mentre i tecnici hanno spiegato che i livelli massimi rilevati sarebbero risultati inferiori di oltre il 90% rispetto ai limiti consentiti.