Triante cambia volto, ma l'ex sindaco Allevi non ci sta: ecco perché
L'ex sindaco Dario Allevi critica la nuova Zona 30 a Triante e accusa l'amministrazione di scelte ideologiche sulla viabilità.
La nuova Zona 30 prevista nel quartiere Triante continua a far discutere. Dopo l'avvio dei lavori annunciato dal Comune di Monza, ad intervenire è stato l'ex sindaco Dario Allevi, che attraverso i social network ha espresso forti perplessità sul progetto di moderazione del traffico destinato a interessare una delle aree più popolose della città.
Secondo l'ex primo cittadino, l'intervento rappresenterebbe l'ennesima scelta urbanistica ispirata da una visione ideologica della mobilità, destinata ad avere conseguenze negative sulla vita quotidiana dei residenti.
Le critiche alle scelte urbanistiche degli ultimi anni
Nel suo intervento Allevi ripercorre alcune delle trasformazioni che negli anni hanno interessato Triante.
Tra queste cita le piste ciclabili realizzate in passato tra via Monte Bianco e via Monte Cervino, successivamente rimosse dopo il cambio di amministrazione, sostenendo che avessero comportato la perdita di numerosi parcheggi e creato problemi alla circolazione.
L'ex sindaco richiama inoltre le modifiche apportate all'incrocio tra via Montelungo e viale Lombardia, ritenute responsabili di un peggioramento della fluidità del traffico e dell'aumento delle code nella zona.
Nel mirino anche piazza Giovanni XXIII
Le critiche riguardano anche il progetto di riqualificazione di piazza Giovanni XXIII, che prevede una maggiore pedonalizzazione degli spazi pubblici.
Secondo Allevi, la trasformazione rischierebbe di ridurre ulteriormente i posti auto disponibili e potrebbe favorire situazioni di degrado urbano e disturbo della quiete pubblica nelle ore serali.
Una valutazione che si contrappone alla visione dell'amministrazione comunale, secondo cui la nuova piazza dovrebbe diventare uno spazio di aggregazione e socialità per il quartiere.
“Zona 30 modello fallimentare”

Particolarmente critica la posizione dell'ex sindaco sul nuovo limite di velocità previsto dal progetto.
Allevi definisce infatti la Zona 30 un modello che avrebbe già mostrato criticità in altre realtà urbane e sostiene che si tratti di una sperimentazione imposta senza un adeguato coinvolgimento della cittadinanza.
Nel messaggio pubblicato online parla di interventi “calati dall'alto” che rischierebbero di complicare la quotidianità di residenti e automobilisti.
Il dibattito resta aperto
La realizzazione della Zona 30 rappresenta uno degli interventi più significativi previsti nel quartiere Triante nei prossimi mesi e si inserisce nel più ampio piano comunale dedicato alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile.
Come spesso accade su temi che riguardano viabilità, parcheggi e spazi pubblici, il confronto politico resta acceso. Da una parte chi ritiene necessario ridurre la velocità delle auto per aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti; dall'altra chi teme ripercussioni sulla circolazione e sulla disponibilità di parcheggi.



