Prima hanno convinto un’anziana che la sua automobile fosse stata utilizzata per una rapina in gioielleria. Poi hanno fatto allontanare il figlio con una seconda telefonata, lasciandola sola in casa. Quando il giovane incaricato di ritirare i preziosi è uscito dalla villetta con una scatola piena di gioielli e orologi, però, ad aspettarlo c’erano gli agenti delle Squadre Mobili di Milano e Monza. Un 19enne italiano è stato arrestato a Nova Milanese dopo essersi impossessato di beni per un valore complessivo di circa 30mila euro.

L’operazione è scattata il 19 settembre nell’ambito dei controlli intensificati dalla Polizia di Stato contro le truffe ai danni degli anziani. Il giovane è stato bloccato all’uscita di un’abitazione di via Nazario Sauro. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla proprietaria, una donna nata nel 1949.

Dai citofoni di Monza alla villetta di Nova Milanese

Gli investigatori avevano notato il giovane in una zona periferica di Monza. Si aggirava tra le abitazioni, osservava i citofoni e parlava quasi continuamente al telefono, come se qualcuno gli stesse indicando dove andare e che cosa fare. Gli agenti delle Squadre Mobili di Milano e Monza hanno deciso di seguirlo.

Intorno alle 13.30, dopo l’ennesima chiamata, il 19enne ha raggiunto una stazione dei taxi ed è salito su un’auto diretta a Nova Milanese. Una volta arrivato nei pressi di via Nazario Sauro, si è fermato vicino a una villetta e, riparandosi dietro una macchina parcheggiata, ha estratto alcuni vestiti dal trolley che portava con sé e si è cambiato.

Poco dopo è entrato nell’abitazione. È rimasto all’interno soltanto alcuni minuti, mentre i poliziotti si disponevano all’esterno per controllarlo all’uscita. Quando è ricomparso, aveva tra le mani una grossa scatola che prima non possedeva. Alla vista degli agenti ha tentato di sottrarsi al controllo e di allontanarsi, ma è stato immediatamente bloccato.

Dentro la scatola c’erano monili in oro e argento, diversi orologi e 155 euro in contanti. La perquisizione ha consentito di recuperare anche il cellulare utilizzato dal giovane per comunicare e un coltello a serramanico, entrambi sequestrati.

La telefonata del falso carabiniere e il figlio mandato fuori casa

La proprietaria della villetta ha ricostruito con gli investigatori quanto accaduto poco prima. Un uomo l’aveva chiamata presentandosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri e raccontandole che, durante la mattinata, erano stati arrestati i responsabili di una rapina a una gioielleria di Monza. Per commettere il colpo, secondo il racconto del falso militare, sarebbe stata utilizzata un’automobile riconducibile alla donna.

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Per evitare di essere coinvolta nella vicenda, l’anziana avrebbe dovuto raccogliere tutti i suoi beni di valore e metterli a disposizione di un incaricato dei Carabinieri, che si sarebbe presentato a casa per verificarli.

La telefonata alla donna non era l’unica parte del piano. I truffatori avevano contattato anche il figlio, convincendolo a recarsi in una caserma con un pretesto. In questo modo, quando il giovane è arrivato alla villetta, la madre si trovava sola.

Convinta di collaborare con le forze dell’ordine, la donna aveva disposto sul tavolo gioielli, monili, orologi e il denaro contante disponibile. Il 19enne, presentatosi come incaricato dei Carabinieri, ha raccolto rapidamente gli oggetti e si è diretto verso l’uscita, dove è stato fermato dalla Polizia.

Oro, argento e orologi per 30mila euro: disposto il divieto di dimora in Lombardia

La refurtiva comprendeva 300 grammi di oro e 850 grammi di argento, oltre agli orologi e agli altri oggetti preziosi, per un valore stimato di circa 30mila euro. Tutti i beni sono stati riconosciuti dalla vittima e immediatamente restituiti.

Al termine degli accertamenti, sentito il pubblico ministero di turno della Procura di Monza, il 19enne — già con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio — è stato arrestato per furto in abitazione. È stato inoltre denunciato a piede libero per il possesso ingiustificato del coltello trovato durante la perquisizione.

L’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del giovane il divieto di dimora in Lombardia, in vista del processo per direttissima.