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Palladino e i suoi ragazzi hanno scritto un'altra splendida pagina di storia del Monza con la vittoria di sabato scorso. Vincere a San Siro, senza subire gol, contro uno squadrone come l'Inter ha mandato in delirio tutto il popolo biancorosso. In campo abbiamo visto una squadra molto compatta, capace di soffrire ma anche di uscire palla al piede per provare a imbastire qualche contropiede. Alla fine il gol decisivo è arrivato grazie all'incornata di Caldirola su calcio d'angolo battuto da Ciurria al 77esimo minuto. 

Oggi vogliamo però soffermarci su una scelta fatta dal mister Palladino durante la partita. Siamo al 29esimo minuto quando Stefano Sensi accusa un problema fisico ed è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Ed è qui che il mister decide di mandare un segnale chiaro sia ai suoi ragazzi che agli avversari: non abbiamo paura ma, anzi, ce la giochiamo a viso aperto per portare a casa tre punti. La scelta in questione è quella di inserire un attaccante al posto di Sensi: Gianluca Caprari. Sensi aveva iniziato la partita come trequartista in grado di intercambiarsi con Pessina giostrando quindi tra regia e trequarti avversaria. Si poteva pensare, dunque, che la scelta ricadesse su un centrocampista come Machín in grado di dare fisicità al reparto e di fare lo stesso lavoro in termini tattici, ovviamente con caratteristiche diverse, di Sensi. Mettere un attaccante in quel momento è stata una scelta che si sposa perfettamente con lo stile di Palladino. Già nell'altra partita giocata a San Siro contro il Milan avevamo visto un Monza senza timori reverenziali e a dirla tutta lo abbiamo visto anche su altri campi importanti, uno su tutti l'Allianz Stadium di Torino quando i biancorossi si imposero per 2-0 contro la Juventus. 

Perdere un giocatore per infortunio dopo appena 30 minuti dopo che si è preparata un certo tipo di gara per tutta la settimana è un bel colpo sia per l'allenatore che per i compagni. Palladino e i suoi ragazzi hanno però dimostrato, ancora una volta, di mettere il gruppo davanti a tutto e di puntare dritti con decisione verso un gioco offensivo e coraggioso. Non è un caso che nel secondo tempo si siano create delle situazioni interessanti grazie al gioco corale e alla voglia di sacrificarsi l'uno per l'altro. Le transizioni offensive, create anche grazie al fatto di non aver arretrato troppo al cospetto di una squadra forte come l'Inter, hanno prodotto azioni esteticamente molto belle da vedere. Se poi hai in porta un gigante come Di Gregorio e in mezzo all'area avversaria un corazziere come Caldirola allora è tutto più bello.