109 emendamenti e una data cerchiata in rosso: perché settembre sarà decisivo per Monza
Il nuovo Pgt di Monza slitta a settembre. Restano 109 emendamenti e l’assessore Lamperti avverte sui rischi legati alla scadenza del 2 febbraio 2027.
La variante al Pgt di Monza non sarà approvata prima della pausa estiva. Dopo tre settimane di sedute consiliari resta ancora da discutere una parte consistente degli emendamenti e il confronto ripartirà a settembre.
Sul tavolo restano 109 emendamenti dei 642 complessivamente presentati. Il rinvio, però, non è soltanto politico: secondo l’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici Marco Lamperti, ulteriori ritardi potrebbero complicare il percorso verso l’approvazione definitiva del nuovo Piano di governo del territorio.
Il passaggio chiave è già fissato: 2 febbraio 2027, data di scadenza dell’attuale Documento di Piano.
Tre settimane di Consiglio non sono bastate
Luglio si chiude quindi senza l’adozione della variante.
Il Consiglio comunale ha affrontato settimane di discussione su un pacchetto iniziale di 642 emendamenti, circa la metà dei quali presentati da Forza Italia.
Gran parte del lavoro è stata completata, ma non abbastanza da arrivare al voto finale prima di agosto. Rimangono ancora 109 proposte da esaminare, che torneranno in aula dopo la pausa estiva.
Lamperti ha ringraziato sia i consiglieri di maggioranza sia quelli di opposizione per il confronto di queste settimane, pur riconoscendo l’esistenza di visioni urbanistiche molto diverse sul futuro della città.
Il vero problema è il calendario
Il nodo, adesso, non è soltanto quando riprenderà il Consiglio.
L’attuale Documento di Piano scadrà il 2 febbraio 2027 e, secondo quanto spiegato dall’assessore, arrivare troppo tardi con il nuovo Pgt potrebbe avere conseguenze sulle procedure urbanistiche già in corso.
Lamperti ha ricordato che, in assenza di un nuovo Documento di Piano vigente, dal giorno successivo alla scadenza alcune procedure relative agli Ambiti di trasformazione e agli Ambiti compatibili con la trasformazione non ancora concluse con approvazione definitiva e pubblicazione del relativo avviso dovrebbero essere definite negativamente dagli uffici.
In altre parole, secondo l’assessore, potrebbero andare persi mesi o anni di lavoro portati avanti da uffici comunali, progettisti e operatori.
A rischio anche alcune premialità regionali
Lamperti segnala inoltre un secondo possibile effetto.
Ulteriori ritardi potrebbero comportare la perdita delle premialità regionali previste dall’articolo 40-bis, maturate grazie all’avvio dei procedimenti entro i termini fissati dalla deliberazione comunale del 29 giugno 2023.
Si tratta anche in questo caso di uno scenario indicato dall’assessore e legato ai tempi di approvazione del nuovo strumento urbanistico.
Da qui la necessità, ribadita da Lamperti, di arrivare all’adozione del Pgt il prima possibile.
Perché settembre diventa decisivo
Il calendario successivo all’adozione lascia infatti margini sempre più stretti.

Dalla pubblicazione sul BURL dell’avviso di adozione iniziano a decorrere i 120 giorni entro i quali Provincia e Regione devono esprimere i rispettivi pareri.
L’obiettivo indicato dall’assessore è riuscire a ottenere questi passaggi entro Natale.
Se ciò avvenisse, gennaio potrebbe essere utilizzato dal Comune per esaminare le osservazioni, adeguare gli elaborati alle indicazioni degli enti sovraordinati e riportare il Piano in Consiglio comunale.
A quel punto l’approvazione definitiva entro il 2 febbraio 2027 resterebbe, nelle parole di Lamperti, un obiettivo concretamente raggiungibile.
La Monza del futuro dovrà aspettare settembre
Il nuovo Pgt dovrà quindi attendere ancora qualche settimana.
Sul tavolo ci sono scelte destinate a incidere sulla Monza dei prossimi anni, anche in vista delle grandi trasformazioni urbanistiche legate alla città futura e all’arrivo della metropolitana.
Ma prima delle visioni sul lungo periodo c’è una questione molto più immediata: chiudere il confronto sui 109 emendamenti ancora aperti e avviare in tempo tutti i passaggi necessari per non arrivare troppo vicino alla scadenza del Documento di Piano.
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