A Monza circa 540 bambini in povertà: cosa prevede il nuovo intervento per la Brianza
La ricerca di Fondazione Cariplo stima circa 540 bambini in povertà a Monza. Per la Brianza previsti fino a 250mila euro con il bando Anita Reti Mille.
Circa 540 bambini tra 0 e 6 anni sono stimati in condizioni di povertà nella città di Monza. Il dato emerge dalla nuova analisi dell’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore realizzata per Fondazione Cariplo, che ha mappato il rischio di povertà infantile nei comuni della Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.
La ricerca stima quasi 80.000 bambini tra 0 e 6 anni in povertà nell'intero territorio di riferimento di Fondazione Cariplo: in media uno su otto, con una quota che arriva a uno su cinque nei comuni con i redditi più bassi. Monza rientra tra i primi 20 comuni per numero assoluto di bambini stimati in questa condizione.
Il dato brianzolo arriva insieme a un intervento economico destinato a costruire una rete di sostegno alle famiglie nei primi mille giorni di vita dei figli. Con il bando Anita Reti Mille, Fondazione Cariplo mette infatti a disposizione 5 milioni di euro complessivi. Per la Brianza sono previsti fino a 250.000 euro, suddivisi tra i territori delle due ASST.

Monza tra i comuni con più bambini in povertà
La fotografia restituita dalla ricerca non misura soltanto l'incidenza percentuale della povertà, ma permette anche di osservare dove si concentra il maggior numero di bambini coinvolti. I valori assoluti più elevati si registrano nei capoluoghi e Monza è tra i primi 20 comuni, con una stima di circa 540 bambini tra 0 e 6 anni in condizioni di povertà.
Il fenomeno, sottolinea l'analisi, non riguarda esclusivamente le famiglie di origine straniera. Dei quasi 80.000 bambini stimati complessivamente nel territorio di Fondazione Cariplo, circa 28.000 vivono in famiglie composte esclusivamente da italiani, mentre 25.000 si trovano in famiglie miste e 26.000 in famiglie straniere.
Per la Brianza, inoltre, il quadro territoriale complessivo è meno critico rispetto ad altre aree individuate dalla ricerca. I territori delle ASST di Monza e di Vimercate risultano infatti tra quelli a rischio più basso dell'analisi. Questo, però, non significa che il problema sia assente: la povertà infantile è presente anche nei territori considerati meno esposti e, in termini assoluti, i numeri tendono a essere più elevati nei capoluoghi.
La ricerca è stata realizzata nel settembre 2026 dall'Evaluation Lab per Fondazione Cariplo utilizzando dati ufficiali ISTAT e MEF relativi a 1.641 comuni. La stima dei quasi 80.000 bambini deriva dalla classificazione dei comuni in base al reddito medio e dall'applicazione di tassi di povertà differenziati per cittadinanza e dimensione delle famiglie. Un secondo metodo, più prudente, porta invece a una stima di circa 26.000 bambini.
Per la Brianza 250mila euro per le reti territoriali
È proprio sulla capacità di intercettare precocemente le situazioni di fragilità che si concentra Anita Reti Mille, il nuovo bando di Fondazione Cariplo. L'obiettivo è sostenere reti territoriali stabili in grado di riconoscere le difficoltà delle famiglie e accompagnarle durante i primi mille giorni di vita, dalla gravidanza fino ai 3 anni del bambino.
Per il territorio brianzolo le risorse sono così suddivise:
- 150.000 euro per il territorio dell'ASST di Monza;
- 100.000 euro per il territorio dell'ASST di Vimercate.
La ripartizione ufficiale dei contributi prevede infatti un tetto massimo di 150.000 euro per il territorio di Monza e di 100.000 euro per quello di Vimercate.
Il bando non punta a creare un modello identico in ogni zona. Le reti dovranno essere costruite in funzione delle caratteristiche e dei bisogni del territorio, con l'obiettivo di raggiungere anche le aree esterne ai capoluoghi e ai principali centri urbani. Possono candidarsi come capofila enti privati non profit, in partenariato con soggetti pubblici e del Terzo settore. Ogni rete dovrà inoltre comprendere almeno un soggetto qualificato del percorso nascita, come un consultorio.
Per ciascun territorio ASST sarà finanziato un solo progetto, della durata di 24 mesi, con un cofinanziamento minimo del 10%. Le attività dovranno concludersi entro il 30 giugno 2029. Fino al 10% dei costi potrà inoltre essere destinato a un budget di comunità per sostenere direttamente i nuclei più fragili, anche attraverso spese non coperte da altre misure, comprese le rette dei servizi educativi.
Il nodo dei servizi per famiglie e bambini
La scelta di intervenire nei primi mille giorni nasce anche dal divario tra i bisogni riconosciuti dalle famiglie e l'accesso effettivo ai servizi. Secondo l'indagine Genitorialità e Infanzia dell'Evaluation Lab, l'87,7% degli intervistati considera importante accompagnare e orientare i neogenitori nel periodo post partum, ma soltanto il 35,5% dei genitori dichiara di aver potuto usufruire di un percorso di questo tipo.
Una distanza simile emerge per i servizi educativi destinati alla fascia 0-3 anni: il 92,1% li considera importanti, mentre il 40,8% dei genitori non li ha mai utilizzati. Tra chi non ha iscritto i figli, il costo e la mancanza del servizio risultano tra gli ostacoli indicati più frequentemente.
Il modello da cui parte Fondazione Cariplo è quello sperimentato a Milano nell'ambito del Programma QuBì. L'esperienza ha puntato su tre passaggi: intercettare presto le fragilità, orientare le famiglie verso i servizi e accompagnarle con percorsi personalizzati, mettendo in relazione consultori, punti nascita, pediatri, servizi sociali ed educativi. Ora il metodo viene messo a disposizione degli altri territori, chiamati ad adattarlo alle proprie esigenze.
Le domande per Anita Reti Mille dovranno essere presentate entro le ore 17 di giovedì 18 febbraio 2027. Per Monza e la Brianza, dunque, la prossima fase sarà legata alla costruzione delle reti territoriali che potranno concorrere alle risorse disponibili.
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