M5 a Monza si blocca ancora: rischio slittamento, cosa sta accadendo
Iter bloccato per la M5 a Monza: fondi e tempi rischiano di slittare di un anno.
Il prolungamento della linea M5 verso Monza si inceppa ancora prima di entrare nella fase operativa. L’ostacolo, questa volta, è di natura burocratica e potrebbe tradursi in un rinvio fino a dodici mesi, con ripercussioni pesanti sull’intero progetto.
Le sette fermate previste fino al Polo istituzionale restano dunque sulla carta. E il calendario inizia a diventare una variabile critica.
Il nodo del decreto 95/2025
Secondo l’associazione HQMonza, che da anni segue il dossier, il rallentamento sarebbe legato al decreto 95/2025, che disciplina modalità e tempistiche per la riallocazione di fondi pubblici non utilizzati.

Per finanziare la M5 erano stati destinati 406 milioni di euro inizialmente previsti per il prolungamento della M4 fino a Segrate. Tuttavia, l’interpretazione restrittiva del Ministero dell’Economia avrebbe bloccato la possibilità di svincolare immediatamente le risorse.
I fondi, secondo questa lettura, potranno essere formalmente liberati soltanto a fine aprile 2026.
I tempi tecnici e il rischio effetto domino
Anche una volta sbloccate le somme, serviranno ulteriori 60 giorni per la riassegnazione ufficiale. Questo sposterebbe la disponibilità concreta delle risorse alla fine di giugno 2026.
Di conseguenza, la gara d’appalto potrebbe partire non prima di luglio. Un cronoprogramma che rende complesso rispettare la scadenza del 31 dicembre 2026 per l’assegnazione dei lavori.
Se dovessero intervenire ricorsi o ulteriori ritardi procedurali, i fondi verrebbero sospesi fino ad aprile 2027, con un nuovo slittamento dell’iter.
Il peso economico dei ritardi
Oltre al fattore tempo, pesa la variabile costi. Secondo le stime riportate da HQMonza, ogni mese di rinvio comporterebbe un incremento tra i 5 e i 6 milioni di euro sul valore complessivo dell’opera.
Un elemento che alimenta la preoccupazione per una infrastruttura considerata strategica per l’area densamente urbanizzata a nord di Milano.
L’appello per una procedura straordinaria
L’associazione chiede un intervento politico deciso, anche attraverso una procedura d’urgenza che consenta di accelerare i passaggi ministeriali.
L’invito è rivolto a tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni locali alla Regione, fino ai Ministeri competenti. L’obiettivo è evitare che l’intreccio burocratico si trasformi in un ulteriore rinvio per un progetto atteso da decenni.



