Riccardo Este: 'Questo Monza va a mille nonostante qualche critica di troppo..'
Il giornalista monzese racconta le sue sensazioni a tre partite dalla fine
Il Monza viaggia a ritmi altissimi e continua ad alimentare il sogno della Serie A. I numeri raccontano di una squadra solidissima, capace di riscrivere record storici del club tra punti, vittorie e clean sheet, ma il margine di errore resta minimo. Il passo delle avversarie, con il Frosinone in testa, non permette distrazioni e obbliga i biancorossi a mantenere alta la tensione fino all’ultimo.
Per analizzare il campionato, il momento della squadra e il peso delle prossime sfide, Monza-News ha intervistato Riccardo Este, voce storica di Radio Monte Carlo e Radio 105, oltre che proprietario degli studi televisivi di Este News.
Monza da record e corsa alla Serie A
Una stagione da record, quasi inaspettata…
Questo Monza sta viaggiando a ritmi mai visti nella storia del club. Punti, vittorie e reti inviolate raccontano una stagione che profuma fortemente di Serie A. Non c’è però spazio per rallentare, perché la promozione diretta richiede un cammino quasi perfetto.
Analizzando le ultime prestazioni, si nota chiaramente quanto la gestione dei momenti sia diventata decisiva. Se a La Spezia un’espulsione ingenua ha compromesso una gara che il Monza avrebbe meritato di vincere, contro la Sampdoria il tecnico Bianco è stato bravissimo a leggere la partita: ha sostituito Lucchesi subito dopo il cartellino giallo, evitando rischi e trovando in Carboni una risposta solida e affidabile.
Difesa, leader silenziosi e identità del Monza
C’è poi una questione di stile e identità che va oltre il campo…
La difesa biancorossa è la migliore del torneo e questo risultato è arrivato senza nomi da copertina o protagonisti da rotocalco. L’addio di Izzo, alla fine, non si è rivelato traumatico, perché a questa squadra servono soprattutto leader capaci di lottare in silenzio, senza eccessi e senza bisogno di mettersi in mostra.
Giocatori come Pessina, Azzi e un Petagna completamente rigenerato stanno trascinando il gruppo con concretezza. Oggi Petagna ricorda quasi il muro invalicabile visto ai tempi dell’Atalanta di Gasperini. Questo Monza ha trovato equilibrio, personalità e una leadership fatta di sostanza, non di rumore.
Polemiche, ambiente e il lavoro di Bianco
Un torneo importante, ma non mancano le polemiche…
Nonostante i risultati siano sotto gli occhi di tutti, continua a esserci una parte di stampa e di pubblico che critica in modo eccessivo, come se il Monza fosse obbligato a dominare ogni singolo minuto di ogni partita. È paradossale sentire lamentele anche dopo successi pesanti, come quello contro il Palermo, o vedere rinfacciare continuamente i punti lasciati per strada.
In questo momento bisogna remare tutti dalla stessa parte. Il Monza è secondo, arriva da tre stagioni in Serie A e sta lottando concretamente per tornarci. Bianco, su cui in tanti avevano espresso dubbi all’inizio, ha dimostrato con lavoro, umiltà e competenza di essere l’uomo giusto. Ha ricompattato la squadra dopo le prime difficoltà stagionali ed è riuscito a conquistare anche la Curva.
Le sfide con Modena, Mantova ed Empoli
Il finale di stagione si preannuncia infuocato con le sfide contro Modena, Mantova ed Empoli…
Il Modena arriverà con grandi motivazioni dopo la sconfitta contro il Frosinone. Il Mantova, se dovesse fare punti contro il Sud Tirol, potrebbe presentarsi in una situazione di classifica più serena, mentre l’Empoli è pienamente coinvolto nella lotta per non retrocedere.
Saranno partite dure, vere battaglie contro avversari carichi o disperatamente a caccia di punti salvezza. Ma per il Monza c’è un solo risultato possibile: la vittoria. In questo momento, con una classifica così corta e una concorrenza così feroce, non si può fare calcoli.
Il percorso del mister e la rinascita del gruppo
Il percorso del mister…
All’U-Power Stadium si respira un’aria positiva e gran parte del merito va attribuita al mister. È riuscito a cancellare le scorie della brutta stagione passata, restituendo autostima al gruppo e facendo apprezzare il suo lavoro anche alla nuova società, che inizialmente aveva pensato a un possibile cambio con De Rossi.
Il suo percorso è significativo: oltre alle esperienze con Siracusa, Modena e Frosinone, ha lavorato al fianco di allenatori importanti come Allegri e De Zerbi. Sta dimostrando di avere le qualità per diventare un grande tecnico. Lo scorso anno, a Frosinone, ha centrato una salvezza pesantissima prendendo una squadra ultima in classifica e portandola alla permanenza diretta. Anche a Modena stava facendo bene prima dell’esonero, arrivato dopo un periodo di flessione.
A Monza sta mostrando qualità sia nella proposta di gioco sia nella gestione del gruppo. Rispetto a Stroppa ha forse meno pressioni, ma sta guidando con intelligenza una squadra forte che aveva bisogno di ritrovarsi dopo le ferite della stagione precedente.
Nazionale, vivai e futuro del calcio italiano
Il terzo Mondiale mancato e una ricostruzione che deve ripartire dai vivai…
Il fallimento della Nazionale italiana e l’arrivo continuo di stranieri mediocri, sia in Serie A sia nei vivai, stanno impoverendo il nostro calcio. In tanti club si preferisce puntare su profili esteri invece di valorizzare i giovani italiani, e i risultati si vedono: l’Italia rischia di pagare ancora una volta questa mancanza di progettualità.
All’estero accade l’opposto. A Barcellona, per esempio, Yamal è diventato titolare a 16 anni. Se anche in Italia ci fosse il coraggio di lanciare gradualmente i giovani, avremmo più talenti, più senso di appartenenza e forse anche una Nazionale più competitiva. Il Monza, ad esempio, sta facendo un lavoro interessante con Colombo.

La Serie C è piena di giovani italiani validi, ma spesso nessuno li osserva davvero perché si continua a preferire il mercato straniero. Servivano riforme forti e tempestive, e in questo senso certe dimissioni sono arrivate tardi. Ora serve un nuovo corso, capace di riportare ordine e di avviare un progetto serio per rendere di nuovo competitivo il calcio italiano.



