Torino-Monza, la partita del cuore di Fiorenzo Dosso. La moglie Brunella: «Vi racconto il suo amore per i biancorossi e per il Toro»
Brunella Zilioli ricorda il marito Fiorenzo Dosso, il suo amore per Monza e Torino e racconta il presente delle due squadre, da Jurić alle contestazioni contro Cairo. Il 20 novembre una serata speciale a Monza.
Un legame speciale tra due squadre, un ricordo che continua a vivere e una passione senza confini. Brunella Zilioli, moglie dell'indimenticato "Poeta del Monza", racconta Fiorenzo Dosso, analizza la sfida tra granata e biancorossi e parla del presente delle due società.
Ci sono partite in cui si affrontano squadre che magari non lottano per un obiettivo primario, come la qualificazione in Europa o lo Scudetto. Eppure, per qualcuno, quelle sfide possono essere addirittura più importanti di una finale di Champions League.
Per noi Torino-Monza non potrà mai essere una gara come le altre: è stata e rimane la partita del giornalista Fiorenzo Dosso.
Fiorenzo era un giornalista appassionato fin da bambino dei colori biancorossi, che aveva poi iniziato a simpatizzare anche per i granata dopo aver conosciuto la moglie, Brunella Zilioli, storica tifosa del Torino.
In esclusiva su MonzaNews abbiamo parlato della sfida di domenica proprio con la moglie del "Poeta del Monza", ripercorrendo i ricordi di Fiorenzo e affrontando anche i temi di attualità delle due squadre.
Il ricordo di Fiorenzo e le sue opere
Che cosa rappresentava il Monza per Fiorenzo e come è nato il suo legame con il Torino?
«Fiorenzo si può dire che fosse il "narratore del Monza": aveva una grandissima passione per i colori biancorossi e conosceva i calciatori che avevano indossato la casacca biancorossa ancora prima che lui nascesse. Con me poi è diventato anche simpatizzante granata, così come io lo sono tuttora del Monza.
Facevamo insieme entrambi gli abbonamenti; poi, con l’arrivo del Monza in Serie A, ci separavamo: io andavo in curva con i tifosi del Toro e lui in tribuna a seguire il Monza. Quest’anno ho deciso di abbonarmi a entrambe le squadre proprio per mantenere ancora vivo il suo ricordo.
Nessuno sapeva raccontare le storie biancorosse meglio di Fiorenzo. Ricordo ancora adesso quando tornò a casa felicissimo perché Galliani gli aveva chiesto di lavorare per il Monza raccontando le "storie biancorosse". In quell’occasione Galliani disse di seguire MonzaNews e di stimare particolarmente Fiorenzo Dosso, cosa che lo inorgoglì parecchio.
I suoi racconti gli valsero l’appellativo di "Poeta del Monza". Oltre ai libri "Amarcord - Il mio Monza", "AC Monza: 110 anni di storia" e "Quando sognavamo la Serie A", aveva scritto anche "Patrizio Sala – L’acqua dello scudetto", nato dopo aver conosciuto Patrizio Sala ed esserne diventato grande amico.
Come dico sempre, lui era proprio un calciofilo: amava il calcio nella sua essenza più pura. Per lui è stato semplice simpatizzare per il Torino, dato che l’anno dello scudetto del 1976 il Toro vinse con diversi giocatori passati proprio da Monza, come Castellini, Claudio e Patrizio Sala, Cazzaniga e Pallavicini».
Il Torino di Abate e le contestazioni contro Cairo
Come giudica il Torino di Abate e che cosa pensa delle contestazioni dei tifosi nei confronti del presidente Cairo?
«Dopo la vittoria al Tardini contro il Parma posso dire che finalmente si è risvegliato Simeone, un attaccante che aspettavamo da tanto tempo e dal quale ci aspettiamo i gol decisivi. Piano piano sta venendo fuori il gioco di Abate, vedremo poi come andranno le prossime partite.
Lo scorso anno ci sono stati Baroni e D’Aversa, quello prima Vanoli: ognuno di loro ha avuto le proprie difficoltà, ma la verità è che il problema è proprio a monte.
Ho voluto dare molte possibilità a Cairo, cercando di essere ottimista fino in fondo, ma onestamente credo che debba cedere la società. Sono quasi vent’anni che il Toro fa campionati mediocri, senza andare oltre il decimo posto (che non è neanche utile per saltare i turni preliminari di Coppa Italia).
Con lui alla presidenza siamo andati a malapena due volte in Europa League — la prima nel 2014 per i problemi del Parma e la seconda nel 2019 per la rinuncia del Milan —, senza contare le uscite premature dalla Coppa Italia, l’ultima proprio per mano del Monza. Inoltre, è dal 2015 che non riusciamo a vincere un derby contro la Juventus.
L’entusiasmo in città sta svanendo proprio a causa della sua gestione, ed è assurdo dato che a Torino ci sono più tifosi granata che juventini.
Ogni imprenditore ha giustamente le sue ambizioni quando acquista una squadra, ed è doveroso che una piazza come Torino possa sognare al pari delle altre grandi, senza doversi accontentare di un decimo posto.
Tramite RCS Media Group, Cairo è anche il proprietario del Giro d’Italia e lungo il percorso sono comparse scritte "Cairo Vattene": peccato però che sembri non importargli nulla né delle contestazioni né dei problemi...».
Il filo conduttore tra Monza e Torino: Ivan Jurić
Jurić ha allenato il Torino e ora guida il Monza. Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?
«Jurić a Torino ha fatto vedere cose importanti: aveva dato una bella impronta di gioco e sotto la sua guida sono cresciuti giocatori fondamentali come Bellanova, Ricci e lo sfortunato Schuurs.
Purtroppo è andato via malamente, rompendo prima i rapporti con la dirigenza (con la storica lite con il DS Vagnati), poi con parte dello spogliatoio, fino al gesto del dito medio verso la curva Maratona.
Jurić con il suo carattere aveva diviso molto la tifoseria; d’altronde Cairo è molto bravo a scaricare i problemi sugli altri.
Devo dire però che Jurić è bravissimo a spremere i giovani facendoli rendere al massimo e dando un'identità precisa alla squadra.
Al Monza con lui stanno crescendo molto giovani come Robinson, Akinsanmiro, Varela e Kouadio. C’è un gruppo molto giovane e un ambiente a lui favorevole, senza contare che ci sono giocatori infortunati importanti come Traorè e Pessina».
Il passaggio da Fininvest al fondo americano
Come vede il nuovo Monza dopo il passaggio da Fininvest alla proprietà americana? E quale ricordo conserva di Adriano Galliani?
«Contro il Cagliari il Monza ha fatto vedere buone cose e mi auguro che possa continuare su questa strada... ovviamente a partire dalla partita successiva a quella con il Toro (ride, ndr).
Sono stati fatti acquisti importanti e vedo che molti di loro, come Robinson, Kouadio, Mangas e Varela, stanno facendo molto bene. Vedremo se terranno questo ritmo.
È ovvio che si tratti di un Monza diverso rispetto a quello targato Fininvest. Berlusconi aveva ambizioni grandissime, ma con la sua scomparsa le cose sono cambiate, fino ad arrivare alla retrocessione del 2025.
Ora vedremo cosa succederà con la nuova proprietà americana: se quest'anno si punterà a una salvezza tranquilla per poi coltivare ambizioni più alte in futuro.
Galliani era un vero appassionato del Monza: diceva di tifarlo fin da bambino e ricordo ancora le sue chiacchierate con Fiorenzo quando parlavano dei tempi del Sada e dei calciatori degli anni '60.
Entrambi erano accomunati da una passione fortissima per i colori biancorossi e mi dispiace che il suo addio sia avvenuto in quel modo. Mi auguro che in futuro possa essere ricordato con affetto e non solo per la sciagurata retrocessione del 2025.
Di quell’anno ricorderò sempre con grande affetto gli auguri di Alessandro Nesta a Fiorenzo dopo la sua operazione, così come il saluto di Paolo Bianco lo scorso anno».
Il 20 novembre a Monza una serata speciale per ricordare Fiorenzo Dosso
Il ricordo di Fiorenzo Dosso continua a vivere attraverso le sue parole, i suoi libri e l'affetto di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
Venerdì 20 novembre, alle ore 20.30, Monza ospiterà una serata speciale dedicata alla memoria dell'indimenticato "Poeta del Monza". Un'occasione per ricordare il giornalista, l'uomo e soprattutto la sua straordinaria passione per i colori biancorossi.
L'appuntamento sarà anche un momento per ritrovarsi e condividere testimonianze, aneddoti e ricordi di chi ha saputo raccontare come pochi altri la storia del Monza.
A breve tutti i dettagli della serata su MonzaNews.



