Monza Book Fest 2026, il caldo non ferma i libri: ecco com'è andata
Il Monza Book Fest 2026 chiude la dodicesima edizione: Dario Lessa ringrazia organizzatori, sponsor, autori e pubblico dopo due giornate intense e bollenti.
Il termometro ha picchiato duro, la piazza ha sudato, gli autori hanno resistito, il pubblico pure. Ma alla fine il Monza Book Fest 2026 ha portato a casa anche questa dodicesima edizione, chiudendo due giornate definite dagli organizzatori “pazzesche, intense, emozionanti e bollenti”.
A raccontare il clima dell’ultima giornata è stato Dario Lessa, uno degli organizzatori della manifestazione, che sui social ha voluto ringraziare pubblicamente chi ha reso possibile l’evento. Un messaggio lungo, sentito, quasi un abbraccio collettivo a una rete di persone, librerie, sponsor, associazioni, scrittori e volontari che anche quest’anno hanno dato corpo a una delle iniziative culturali più riconoscibili della città.
Monza Book Fest 2026, dodicesima edizione chiusa tra caldo e partecipazione
Il Monza Book Fest ha chiuso oggi la sua dodicesima edizione dopo due giornate segnate da un caldo estremo, ma anche da una partecipazione che ha confermato quanto la città continui ad avere bisogno di spazi dedicati ai libri, agli autori e al confronto.
Nel suo commento social, Dario Lessa ha parlato di una macchina organizzativa che non si è fermata nonostante le temperature difficili. Un’immagine efficace: perché dietro un festival culturale non ci sono solo presentazioni, microfoni e sedie in piazza, ma mesi di lavoro, telefonate, incastri, relazioni e imprevisti da gestire fino all’ultimo minuto.
Lessa ha ringraziato il socio Massimo Bertarelli, le librerie Libri E Libri ed Elsa Libreria Creativa, oltre a realtà del territorio, sponsor, associazioni, scuole, editori, autori e intervistatori. Un elenco molto lungo, che restituisce bene la natura del festival: non un evento calato dall’alto, ma una costruzione collettiva, molto monzese, fatta di collaborazione e presenza.
Libri a Monza, una rete di autori, scuole e realtà del territorio
Tra i nomi citati nel messaggio di ringraziamento compaiono anche alcuni protagonisti molto noti al pubblico, da Sigfrido Ranucci a Nico Acampora, fino a Tiziano Jannacci, insieme a tanti scrittori, giornalisti, moderatori e rappresentanti del mondo culturale.
Il valore del Monza Book Fest 2026 sta anche qui: nella capacità di mettere sullo stesso palco figure conosciute e autori del territorio, grandi temi e piccole storie, libri già al centro del dibattito pubblico e progetti editoriali più indipendenti.
Non è un dettaglio secondario. In un momento in cui la cultura spesso fatica a trovare spazi reali, il festival ha continuato a occupare la città fisicamente, con i tavoli, le sedie, gli incontri, le persone che si fermano, ascoltano, sfogliano, comprano, fanno domande. Anche sotto il sole, anche con il caldo addosso.
Dario Lessa ringrazia Monza: “Ci vediamo presto per altri eventi”
Nel messaggio, Lessa ha voluto rivolgere un grazie anche al Comune di Monza, al sindaco Paolo Pilotto, alle Scuole del Preziosissimo Sangue, agli sponsor e alle tante realtà che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, dalla ristorazione alle associazioni, dagli editori ai volontari.
La chiusura del suo post è semplice ma significativa: “Ci vediamo presto per altri eventi. Viva i libri!”. Una frase che lascia intendere come il Monza Book Fest non sia soltanto un appuntamento annuale, ma un percorso culturale che punta a restare vivo anche oltre le due giornate appena concluse.
La dodicesima edizione va così in archivio con il segno delle temperature altissime, ma anche con quello di una comunità che ha scelto di esserci. Perché a Monza, quando un evento riesce a mettere insieme libri, persone e territorio, diventa qualcosa di più di una rassegna: diventa un pezzo della città.
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