Prima gli striscioni e i cori al passaggio dei militari. Adesso le sanzioni, che potrebbero arrivare fino a 10mila euro a testa. A distanza di oltre tre mesi dalla protesta del 24 maggio, alcuni militanti del Foa Boccaccio si sono visti contestare l’illecito amministrativo legato a una manifestazione non autorizzata.

La vicenda risale alla giornata conclusiva dell’Italian Raid Commando, l’esercitazione militare che aveva portato tra la Brianza monzese e quella lecchese oltre un centinaio di militari italiani e stranieri.

Quella mattina, durante la parata diretta dal centro di Monza verso la Villa Reale, alcuni contestatori avevano esposto striscioni e intonato cori contro l’iniziativa. È da quell’episodio che nasce ora il caso delle multe.

Sanzioni da mille a 10mila euro

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Foa Boccaccio attraverso i propri canali social.

Secondo quanto riferito dal centro sociale, ai manifestanti sarebbe stato contestato l’illecito amministrativo previsto dall’articolo 18, comma 3, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, relativo alla manifestazione non autorizzata.

Le sanzioni indicate vanno da mille a 10mila euro per ciascun destinatario.

Il punto, dunque, non è formalmente il contenuto dei cori o degli striscioni contro i militari, ma la contestazione relativa alle modalità con cui quella protesta sarebbe stata organizzata e svolta.

La protesta durante l’Italian Raid Commando

Il 24 maggio Monza aveva vissuto una giornata segnata da due momenti molto diversi.

In mattinata il passaggio dei partecipanti all’Italian Raid Commando verso la Villa Reale era stato accompagnato dalla contestazione di alcuni attivisti, con cori e striscioni contrari all’evento militare.

Nel pomeriggio si era invece svolta una più ampia marcia per la pace, con centinaia di partecipanti e la presenza anche di partiti, associazioni e organizzazioni sindacali. Il corteo, partito da piazza Bonatti, aveva poi raggiunto il centro della città.

Ora è la contestazione della mattina a tornare al centro dell’attenzione.

Il Foa Boccaccio contesta i verbali

Il centro sociale monzese non sembra intenzionato a lasciar cadere la questione e annuncia battaglia contro i provvedimenti ricevuti.

Secondo il Foa, è difficile comprendere quale autorizzazione sarebbe stata necessaria per il semplice gesto di esporre uno striscione o intonare dei cori. Gli attivisti inseriscono inoltre il caso monzese in un quadro più ampio, sostenendo che provvedimenti analoghi si sarebbero moltiplicati negli ultimi mesi in diverse città italiane.

Nel post viene citato anche il caso di Lecco, dove, sempre secondo quanto riferisce il centro sociale, oltre quaranta persone sarebbero state sanzionate dopo la manifestazione del 27 aprile contro una commemorazione organizzata da un gruppo legato all’estrema destra.

“Manifestare diventa un rischio economico”

Per il Foa Boccaccio la questione va oltre le singole multe.

Il timore espresso dagli attivisti è che sanzioni di questa entità possano trasformare la partecipazione a determinate proteste in un rischio economico personale, producendo un effetto dissuasivo anche su chi sta semplicemente valutando se partecipare a una manifestazione.

Il centro sociale critica inoltre il passaggio dalla sede penale a quella amministrativa, sostenendo che il nuovo meccanismo riduca gli spazi nei quali contestare nel merito le accuse ricevute.

Una lettura politica, quella del Foa, che accompagna però un dato molto concreto: per alcuni manifestanti monzesi la protesta del 24 maggio potrebbe ora avere un conto salato.

Il centro sociale assicura comunque che le proprie iniziative, comprese quelle contro la guerra, proseguiranno anche in futuro.