Si accende il confronto sul futuro del Polo istituzionale di Monza. Al centro del dibattito c'è il Masterplan che ridisegna una delle aree strategiche della città, destinata a ospitare il futuro capolinea della metropolitana M5, uno studentato universitario e nuove infrastrutture di servizio.

A criticare il progetto è il Coordinamento dei comitati e delle associazioni di Monza, che contesta in particolare la realizzazione di un grande parcheggio di interscambio e l'abbattimento dell'area boschiva cresciuta negli anni sull'ex area militare.

Il progetto del Polo istituzionale

Il Masterplan prevede una trasformazione significativa della zona.

Tra gli interventi programmati figurano il futuro capolinea della linea M5, il nuovo studentato universitario destinato a ospitare circa 500 studenti fuori sede e un parcheggio pensato per intercettare il traffico proveniente dalle principali arterie di accesso alla città.

L'obiettivo dichiarato è favorire l'interscambio tra mobilità privata e trasporto pubblico.

I dubbi sul nuovo parcheggio

Secondo il Coordinamento, la realizzazione di un nuovo parcheggio non sarebbe necessaria.

I rappresentanti delle associazioni evidenziano infatti la presenza di numerosi posti auto già disponibili nelle strutture vicine, in particolare nell'area del centro commerciale Rondò dei Pini.

Una posizione che porta a mettere in discussione l'effettiva utilità dell'intervento previsto dal Masterplan.

Il nodo della metropolitana M5

Tra gli aspetti sollevati dai comitati c'è anche il futuro prolungamento della metropolitana lilla fino a Monza.

Pur riconoscendo l'importanza dell'opera, il Coordinamento sottolinea che il completamento dell'infrastruttura richiederà ancora diversi anni e che il nuovo capolinea potrebbe generare un ulteriore aumento della domanda di parcheggi e del traffico veicolare nella zona.

Nel frattempo resta alta l'attenzione sull'iter amministrativo del progetto, in attesa degli ultimi passaggi necessari per l'avvio dei lavori.

La questione del bosco urbano

La critica più dura riguarda però l'abbattimento del bosco spontaneo sviluppatosi negli ultimi vent'anni nell'area dell'ex caserma.

Secondo i comitati, il progetto comporterebbe la perdita di circa 25 mila metri quadrati di vegetazione che nel tempo hanno assunto un'importante funzione ambientale.

Una scelta che viene considerata incompatibile con gli obiettivi di sostenibilità e tutela del verde urbano.

Le accuse all'amministrazione

Gli esponenti del Coordinamento contestano anche la definizione di "consumo di suolo negativo" utilizzata in passato per descrivere le strategie urbanistiche dell'amministrazione comunale.

A loro giudizio, la trasformazione prevista dal Masterplan sarebbe in contrasto con gli impegni assunti sul fronte della tutela ambientale e della riduzione del consumo di suolo.

Una battaglia che continua

La mobilitazione delle associazioni non si ferma.

Negli ultimi anni il Coordinamento ha promosso iniziative pubbliche e raccolte firme per chiedere la salvaguardia dell'area boschiva, sostenendo che la presenza di spazi verdi in città rappresenti una risorsa fondamentale per la qualità della vita, la biodiversità e il benessere dei cittadini.

Il confronto sul futuro del Polo istituzionale si preannuncia quindi ancora lungo e destinato a rimanere al centro del dibattito cittadino nei prossimi mesi.