'Cari Amici': la lettera di Paolo Bianco ai tifosi del Monza
Dopo l’addio al Monza, Paolo Bianco ha scritto una lettera ai tifosi biancorossi: il grazie alla Curva Pieri, alla città e a Monzello.
Paolo Bianco se ne va dal Monza con lo stile pure che l'ha sempre contraddistinto. Non quelle di circostanza, non il classico saluto freddo da fine rapporto. E, soprattutto, senza fare la minima polemica. Da signore qual è, insomma.
Dopo il tormentato addio ai biancorossi, l’allenatore pugliese, prossimo a firmare con il Pisa, ha scelto di parlare direttamente ai tifosi, alla città, a chi in questa stagione gli è stato vicino davvero. (QUI l'ultima intervista esclusiva a MonzaNews)

Una lettera semplice, intensa, piena di gratitudine, quella inviata a MonzaNews. Dentro ci sono il Monza, la promozione in Serie A, la Curva Davide Pieri, i Monza Club, Monzello, il Parco, Galliani, Burdisso, lo staff, i giocatori. Ma soprattutto c’è un passaggio che racconta più di tanti comunicati: “Non vi siete mai fermati al campo e ai suoi 90 minuti: siete andati oltre”.
È lì che il saluto di Paolo Bianco smette di essere soltanto l’ultima pagina di un’avventura professionale e diventa qualcosa di più personale. Il riconoscimento di un legame nato dentro una stagione complicata, vissuta sotto pressione, ma chiusa con un obiettivo enorme.
Paolo Bianco e Monza, un addio scritto ai tifosi
Nel calcio gli addii spesso arrivano compressi in poche righe, asciugati fino a perdere tutto: emozioni, fatica, persone, memoria. Quello di Paolo Bianco al Monza, invece, passa da una lettera che rimette al centro ciò che resta quando si spengono le telecamere e si archiviano le decisioni societarie.
Il tecnico ha voluto ringraziare chi lo ha scelto, chi lo ha accompagnato e chi ha condiviso con lui un percorso culminato con la promozione in Serie A. Un traguardo che, nelle sue parole, non appartiene mai a un uomo solo: c’è il lavoro dello staff, il sacrificio dei giocatori, il supporto della società e l’affetto di una tifoseria che evidentemente lo ha colpito nel profondo.
Bianco cita i ragazzi della Curva Davide Pieri, i Monza Club, i giornalisti, i dipendenti di Monzello. Non è un elenco casuale. È la fotografia di un ambiente che, almeno per un anno, ha costruito attorno alla squadra una spinta vera. E anche se il rapporto professionale con il club si è chiuso, l’impronta umana di questa esperienza resta.
La lettera integrale di Paolo Bianco dopo l’addio al Monza

Di seguito il testo integrale della lettera di Paolo Bianco ai tifosi del Monza:
“Cari Amici,
desidero ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno accompagnato e sostenuto in questo anno di lavoro straordinario.Un grazie sincero va innanzitutto a chi ha creduto in me e mi ha scelto: il Dottor Galliani, a Nicolas (Burdisso, ndr) per il supporto costante durante tutta la stagione, al mio staff e a tutti i ragazzi, senza il loro impegno, la loro professionalità e il loro spirito di sacrificio non avremmo mai raggiunto questo grande obiettivo.
Tengo a ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto in questo fantastico percorso, culminato con la promozione in serie A.
Grazie ai ragazzi della curva Davide Pieri per il loro entusiasmo, passione e stima dimostrata, a tutti i Monza Club per l’affetto espresso , ai giornalisti per l’attenzione e il rispetto, e a tutti i dipendenti di Monzello per la vicinanza quotidiana.
Ciò che porterò sempre con me è che non vi siete mai fermati al campo e ai suoi 90 minuti: siete andati oltre. Avete voluto conoscere la persona prima del ruolo, condividendo emozioni, difficoltà e soddisfazioni lungo un cammino che resterà indimenticabile.
In questi mesi ho imparato a conoscere e ad apprezzare la città di Monza, ricca di storia e di fascino, vivendo ogni giorno il privilegio di immergermi nel parco più bello d’Italia. Tutto questo mi mancherà.
Porterò con me i ricordi più belli, le persone incontrate e le emozioni vissute. Tutto il resto lo lascerò andare, come ho sempre fatto.
Con affetto e gratitudine,
Paolo… Forza Bagaj ❤️🤍”
Monza, Curva Pieri e Monzello: il grazie oltre i 90 minuti
Il passaggio più forte della lettera è probabilmente quello dedicato ai tifosi. Paolo Bianco non ringrazia solo per il sostegno allo stadio o per l’entusiasmo nei momenti decisivi. Ringrazia perché, a suo modo di vedere, Monza ha saputo guardare oltre la panchina.
“Avete voluto conoscere la persona prima del ruolo”, scrive. Una frase che pesa, soprattutto in un calcio in cui gli allenatori vengono spesso giudicati solo attraverso risultati, sostituzioni, conferenze stampa e classifiche. Bianco rivendica invece un rapporto umano, costruito anche nelle difficoltà, dentro un cammino che definisce “indimenticabile”.
C’è poi il riferimento alla città: Monza, la sua storia, il suo fascino, il Parco vissuto ogni giorno come un privilegio. Non è un dettaglio decorativo. È il segno che questa esperienza non è rimasta confinata al centro sportivo o allo stadio, ma ha toccato anche il rapporto con il territorio.
Per questo la sua lettera lascia una sensazione particolare. Non cancella le dinamiche dell’addio, non entra nelle scelte del club, non cerca polemiche. Semplicemente chiude una porta tenendo aperto ciò che di buono è stato costruito.
E forse, per una piazza come Monza, anche questo conta. Perché le promozioni si festeggiano, i comunicati passano, le panchine cambiano. Ma certe parole, quando arrivano dritte e senza rumore inutile, restano addosso.
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