Metropolitana M5
Metropolitana M5

Per anni è stata una promessa attesa, discussa, contestata e rilanciata. La prospettiva di una connessione più rapida tra Monza e Milano rappresenta molto più di un’opera infrastrutturale: significa mobilità, sviluppo economico e nuovi scenari per pendolari e imprese.

Negli ultimi mesi il progetto ha attraversato una fase cruciale, tra risorse economiche da reperire, passaggi istituzionali complessi e timori legati ai continui rincari. Ora però si apre una settimana decisiva, che potrebbe imprimere un’accelerazione concreta all’iter.

Anche il mondo produttivo e sindacale guarda con attenzione ai prossimi passaggi, nella consapevolezza che eventuali rinvii potrebbero tradursi in nuovi ostacoli economici e burocratici.

Linea Metropolitana M5
Linea Metropolitana M5

Metro M5 a Monza: il finanziamento passa dal voto della Conferenza

La partita della metro M5 a Monza entra in una fase decisiva: come ricordano i colleghi de Il Cittadino MB, giovedì 21 maggio la Conferenza Unificata Stato-Regioni discuterà il provvedimento che include il finanziamento della linea lilla fino alla città brianzola. Il tema compare ufficialmente all’ordine del giorno della seduta convocata per mezzogiorno ed è inserito come terzo punto in discussione.

Nel dettaglio, si parlerà dello schema di decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme al ministero dell’Economia, relativo al finanziamento dei sistemi di trasporto rapido di massa. Un passaggio formale ma fondamentale per dare continuità al progetto del prolungamento della metropolitana M5, che dovrebbe collegare Bignami a Monza attraverso undici nuove fermate.

L’approvazione della misura rappresenterebbe un tassello determinante per consolidare il finanziamento complessivo dell’opera, pari a 1,885 miliardi di euro, già annunciato nei giorni scorsi.

Metro M5 a Monza: imprese e sindacati temono nuovi rincari

Se il voto del 21 maggio sarà positivo, la sfida si sposterà immediatamente sui tempi tecnici. A lanciare un avvertimento sono Assolombarda, Apa Confartigianato, Confcommercio e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che sostengono da tempo il progetto della M5 a Monza.

Le organizzazioni parlano di una finestra temporale estremamente ridotta: dopo il via libera della Conferenza, il decreto dovrà essere registrato rapidamente alla Corte dei Conti per consentire a MM di pubblicare il bando di gara entro il 30 giugno.

Secondo il mondo del lavoro, rispettare questa scadenza è decisivo: oltre quella data entrerebbe infatti in vigore un nuovo prezzario, con il rischio concreto di un ulteriore aumento dei costi. Una prospettiva che potrebbe mettere nuovamente sotto pressione un’opera già segnata da rincari e lunghe trattative istituzionali.

Prolungamento della linea lilla: perché il bando entro giugno è decisivo

Il nodo centrale riguarda dunque il cronoprogramma. Se tutti i passaggi amministrativi procederanno senza intoppi, resterà poco più di un mese per arrivare alla pubblicazione della gara d’appalto del prolungamento della linea lilla M5.

Un eventuale slittamento rischierebbe invece di obbligare a ricalcolare i costi complessivi dell’infrastruttura, aprendo una nuova fase di incertezza per una delle opere più attese del territorio brianzolo. Dopo anni di dibattito, la sensazione è che il progetto sia arrivato a uno dei suoi snodi più delicati.