La notte speciale a Capodanno dell'ex calciatore al fianco dei senzatetto
In un Capodanno lontano dai riflettori delle feste e dei brindisi, un ex calciatore di Serie A con la famiglia ha aiutato i City Angels a Milano
In un Capodanno lontano dai riflettori delle feste e dei brindisi, Alessandro “Billy” Costacurta, ex difensore del Monza e del Milan, insieme alla compagna Martina Colombari e al figlio Achille, ha scelto di dedicare la notte del 31 dicembre a un gesto concreto di solidarietà nelle strade di Milano, affiancando i volontari dei City Angels nella distribuzione di pasti caldi e coperte alle persone senza fissa dimora.
L’iniziativa, nata da una spontanea volontà di Achille di fare qualcosa di reale per chi vive in situazioni difficili, ha visto la famiglia indossare la caratteristica pettorina rossa dei City Angels — l’associazione fondata nel 1994 che da anni opera per sostenere i più vulnerabili, senza discriminazioni e con un approccio di inclusione sociale.
Durante la notte di Capodanno il gruppo ha lavorato fianco a fianco con altri volontari: dall’autobus attrezzato per distribuire bevande calde e coperte per i senzatetto alla mensa dell’Opera San Francesco, dove sono stati preparati panini e fette di panettone poi consegnati direttamente a chi vive in strada o in condizioni di marginalità.
I Costacurta e una scelta che va oltre la festa
La decisione di trascorrere l’ultimo dell’anno in strada non è stata casuale: secondo quanto raccontato da Billy Costacurta, l’idea è nata proprio da Achille, che ha espresso la volontà di fare qualcosa di concreto per gli altri. “Ho visto mio figlio veramente felice”, ha dichiarato l’ex calciatore, evidenziando come quest’esperienza abbia avuto un forte impatto emotivo su tutta la famiglia e su chi ha partecipato all’iniziativa.
Per molti, questa scelta rappresenta un esempio potente di solidarietà attiva e di come, anche nelle festività, si possa dare valore al tempo dedicato a chi vive in difficoltà, piuttosto che al consumo e alla mondanità.
Il valore del gesto e l’apprendimento per le nuove generazioni
Il gesto della famiglia Costacurta-Colombari assume un valore particolare anche alla luce del percorso personale di Achille, che negli ultimi anni ha affrontato momenti complessi di vita sotto i riflettori e sui social. La sua scelta di dedicarsi al volontariato con i City Angels testimonia come, a volte, proprio le esperienze difficili possano trasformarsi in stimolo per aiutare gli altri e dare nuovo significato al proprio ruolo nella società.
👉 Come ho scritto anche su LinkedIn, la beneficenza va raccontata, soprattutto quando coinvolge persone con visibilità pubblica e, ancor di più, quando racconta una trasformazione positiva: non come esibizione, ma come testimonianza, responsabilità e esempio per altri.
L’impatto sulla comunità
In un periodo storico segnato da crescenti disuguaglianze sociali e da un forte bisogno di coesione, iniziative come questa non solo offrono assistenza materiale alle persone più vulnerabili, ma servono anche a sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della solidarietà e della prossimità. La presenza di figure note, come quella di Costacurta e della sua famiglia, può contribuire a dare maggiore visibilità a queste tematiche e stimolare altri a fare gesti concreti di sostegno e partecipazione.



