Frosinone, Alvini puntualizza: 'In Serie A le squadre che..'
Il trainer dei ciociari ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport
Il tecnico del Frosinone Massimiliano Alvini ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. L'allenatore toscano si è soffermato sulla sua prima promozione in Serie A grazie al secondo posto ottenuto coi ciociari, valso il secondo slot diretto per la massima serie. Ecco alcuni passaggi divulgati dal trainer di Fucecchio.
Frosinone, Alvini a La Gazzetta dello Sport
È stata lunga, il cerchio si è chiuso. Ora devo fare un percorso in Serie A. Sarà un Alvini più tignoso, meno dolce. Una fortuna e un onore aver fatto 18 partite in A, per 7-8 l’idea proposta era straordinaria, poi purtroppo senza risultati le cose sono precipitate. Ora c’è un Alvini diverso, queste cicatrici mi hanno fortificato e reso un allenatore migliore. Chi mi ha dato tanto entusiasmo è stato il direttore Castagnini, fin da subito. E poi se una società va 4 volte in A in 11 anni con 4 allenatori e 4 ds diversi, vuol dire che c’è un presidente come Stirpe che ha una visione particolare e ci ha messo nelle condizioni migliori di lavorare. Il calcio che si fa qui, con uno stadio di proprietà, non è banale. Il mio scudetto sarà la salvezza. Anche se Castagnini mi ha detto che vuole puntare più in alto. Faremo aggiustamenti, ma l’idea di gioco sarà sempre questa. Se abbiamo recuperato tante partite in extremis è stato solo per la nostra voglia. E siamo secondi per legni colpiti. La verità è che in A sono andate le squadre più continue, che giocano il miglior calcio, altroché. Ho sposato la linea della società. Nei ragazzi ho trovato disciplina e disponibilità, il potenziale s’è visto subito. Ghedjemis voleva andare via e ho chiesto di tenerlo, mancava un play di riferimento e mi hanno preso Calò che avevo a Cosenza ma la società volle cederlo. Con questi giocatori si poteva fare questo calcio verticale, dinamico. Siamo ganzi. Non spensierati, abbiamo un’idea precisa, ricercata, che i giocatori hanno compreso e realizzato al meglio. Ci mettiamo coraggio, non mi piace vedere una squadra che si abbassa, si chiude e si difende, bisogna andare in avanti, alla ricerca del duello, del gol, con i terzini che si accentrano e difensori a fare uno contro uno.

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