Arengario di Monza, la decisione è vicina: ecco il progetto scelto
Si chiude il confronto con la città: accessibilità garantita e nuovi spazi fruibili sotto il monumento storico.
Nel cuore della città esistono luoghi che attraversano i secoli senza perdere la propria funzione simbolica. Spazi che continuano a parlare alla comunità, custodendo memoria storica e identità collettiva.
Quando si interviene su monumenti di questo valore, ogni scelta progettuale diventa inevitabilmente anche una scelta culturale. È un equilibrio delicato tra tutela del passato, esigenze di sicurezza e possibilità di apertura al futuro.
Per questo motivo il confronto pubblico e istituzionale assume un ruolo centrale, trasformando un progetto architettonico in un percorso condiviso.
Ed è proprio in questa direzione che si sta muovendo l’amministrazione cittadina nelle ultime settimane.
Arengario di Monza e accessibilità: si chiude la fase di ascolto
A due mesi dall’assemblea pubblica dedicata alle ipotesi di intervento, il Comune di Monza sta concludendo la fase di confronto con associazioni, rappresentanti del commercio e realtà culturali sul futuro dell’Arengario di Monza.
Nelle ultime settimane il sindaco ha esaminato contributi scritti, organizzato incontri e raccolto osservazioni provenienti da diversi ambiti della città. Tra gli appuntamenti più recenti, l’incontro con una delegazione delle 17 associazioni culturali e quello con esponenti del mondo del commercio.
Dal confronto è emersa una conferma condivisa: l’Arengario di Monza resta uno dei simboli più sentiti dai cittadini, con una valenza storica rimasta intatta nel corso dei secoli. L’obiettivo dell’amministrazione è quindi individuare la soluzione progettuale capace di garantire piena accessibilità al monumento con il minore impatto visivo possibile, mantenendo al tempo stesso la fruizione degli spazi circostanti e sottostanti.

Ascensore interno e scala esterna: le soluzioni progettuali
Tra le ipotesi considerate, quella ritenuta più equilibrata prevede l’inserimento di un ascensore all’interno della campata adiacente alla scala elicoidale del 1902. Una scelta che concentra i sistemi di salita e discesa in un’area già interessata da interventi novecenteschi, riducendo l’impatto sull’impianto storico del monumento.
Entrambe le proposte progettuali condividono inoltre la demolizione dell’attuale scala esterna, realizzata negli anni Ottanta e oggi non più idonea. La rimozione consentirebbe una maggiore fruibilità del portico e una restituzione più armonica degli spazi.
Il percorso è stato sviluppato in dialogo con gli enti di tutela e con i Vigili del Fuoco, con l’obiettivo di arrivare alla riapertura dell’Arengario di Monza come luogo espositivo e culturale pienamente accessibile, restituendo alla città uno spazio di alto valore storico e civico.




