È morto Robert Duvall, volto de Il Padrino e leggenda del cinema: la decisione sui funerali
È morto a 95 anni Robert Duvall, protagonista de Il Padrino e Apocalypse Now. Una carriera lunga sei decenni tra Oscar e ruoli iconici.
Robert Duvall se n’è andato a 95 anni, chiudendo una carriera lunga oltre sei decenni e lasciando un’impronta profonda nel cinema del Novecento. È morto serenamente nella sua casa di Middleburg, in Virginia, come comunicato dalla moglie Luciana attraverso l’agenzia di rappresentanza. Non sono previste cerimonie ufficiali: la famiglia ha invitato chi vorrà ricordarlo a farlo nel modo più semplice e autentico possibile, guardando un bel film, raccontando una storia tra amici o godendosi un viaggio in auto tra le campagne, come avrebbe fatto lui.
Nato il 5 gennaio 1931, Duvall ha attraversato epoche, generazioni e trasformazioni dell’industria cinematografica senza mai perdere la sua identità artistica. Non è stato un divo nel senso classico del termine. È stato qualcosa di più raro: un attore capace di dare spessore umano anche ai personaggi più duri, ambigui o silenziosi.
Dalla New York degli anni Cinquanta alla rivoluzione della New Hollywood
Dopo il servizio militare durante la guerra di Corea, nel 1955 si iscrive alla Playhouse School of Theatre di New York. In quelle aule incontra giovani destinati a cambiare il volto del cinema americano: Dustin Hoffman, con cui divide un appartamento, Gene Hackman, James Caan. È il nucleo della futura New Hollywood, il movimento che negli anni Settanta rivoluzionerà linguaggi e temi sul grande schermo.
Duvall costruisce il suo percorso con pazienza. Inizia con piccoli ruoli, poi arrivano le parti da caratterista di lusso, spesso uomini duri, figure di potere o antagonisti di grande carisma. Non aveva l’estetica dell’eroe tradizionale, ma possedeva una forza magnetica che bucava lo schermo.
Tom Hagen e il colonnello Kilgore: due icone immortali
Il grande pubblico lo associa inevitabilmente a Tom Hagen ne Il Padrino, il consigliere di Don Vito Corleone. Un personaggio misurato, lucido, sempre un passo indietro ma decisivo. Da lì in poi, la sua carriera si intreccia con alcuni dei titoli più importanti della storia del cinema.
In Apocalypse Now diventa il colonnello Kilgore, l’uomo che pronuncia una delle battute più celebri di sempre, trasformando una scena di guerra in un momento entrato nell’immaginario collettivo. È il simbolo di un cinema che osa, che scava nelle contraddizioni dell’America e nei suoi fantasmi.
Nel corso degli anni interpreta militari, poliziotti, uomini tormentati, spesso in bilico tra dovere e coscienza. Accanto a nomi come Marlon Brando, Robert De Niro, Clint Eastwood e Michael Douglas, riesce a ritagliarsi sempre uno spazio centrale, anche quando non è formalmente il protagonista.
Un Oscar e una carriera costellata di riconoscimenti

Sette candidature agli Oscar e una vittoria nel 1984 come miglior attore protagonista per Tender Mercies. Ma i premi sono solo una parte del suo lascito. Golden Globe, Emmy, BAFTA e numerosi riconoscimenti internazionali hanno accompagnato un percorso artistico coerente, solido, mai urlato.
Duvall non cercava la ribalta a tutti i costi. Preferiva l’essenzialità, la credibilità, il dettaglio. Ogni suo personaggio aveva un peso specifico, una densità umana che andava oltre la sceneggiatura.
L’eredità di un attore che sapeva stare nell’ombra
Robert Duvall è stato l’arte dell’equilibrio. Non il divo che domina la scena, ma l’attore che la sostiene e la eleva. Un interprete capace di rubare l’attenzione con uno sguardo, una pausa, una frase pronunciata con tono basso.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale del cinema americano. Resta una filmografia imponente e una lezione semplice ma potente: non serve gridare per essere memorabili. A volte basta esserci, con verità.
La decisione sui funerali
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sui funerali. La famiglia ha fatto sapere che eventuali comunicazioni verranno rese note nei prossimi giorni, ma per ora non sono state fornite informazioni su data, luogo o modalità della cerimonia. Si attende quindi un aggiornamento diretto dai familiari prima di conoscere eventuali disposizioni pubbliche.



