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Il freddo dell’inverno continua a mettere in luce fragilità spesso invisibili, realtà che restano ai margini fino a quando non si trasformano in emergenze. In molte abitazioni, soprattutto nei piccoli centri, la mancanza di risorse costringe a soluzioni improvvisate e pericolose. Situazioni che si consumano nel silenzio, lontano dai riflettori, ma che raccontano molto di un disagio sociale diffuso.
Quando le temperature scendono e il riscaldamento diventa un lusso, il rischio aumenta in modo drammatico. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce quanto accaduto nelle ultime ore in Brianza.

Soccorsi

Tragedia a Biassono: monossido di carbonio fatale in un cascinale

La tragedia si è consumata a Biassono, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, all’interno di un cascinale situato in via Regina Margherita, nella frazione di San Giorgio. Un uomo di 63 anni, Luigi Deliso, è morto dopo aver inalato monossido di carbonio sprigionato all’interno dell’abitazione.
A fare la tragica scoperta è stato il figlio quarantenne, che viveva con lui nello stesso alloggio e che, dopo aver respirato la stessa aria satura di gas tossici, è stato trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe sentito male durante la notte, accasciandosi nel bagno di casa. All’alba, poco dopo le 6, il figlio si è svegliato e ha lanciato l’allarme, facendo intervenire immediatamente i soccorsi. Per il padre, però, non c’era ormai più nulla da fare.

Stufa artigianale e povertà: indagini dei carabinieri a Biassono

Alla base della tragedia ci sarebbe l’uso di una stufa artigianale, un sistema rudimentale improvvisato per scaldare l’ambiente. Padre e figlio vivevano infatti in condizioni economiche estremamente difficili e non disponevano di un impianto di riscaldamento funzionante. Per proteggersi dal freddo avrebbero acceso un braciere realizzato con materiali di fortuna, trasformatosi però in una trappola mortale.

Il fumo e le esalazioni hanno rapidamente saturato l’appartamento, generando una concentrazione letale di monossido di carbonio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per gli accertamenti di rito, insieme ai soccorritori sanitari. Non è stata disposta l’autopsia, ritenendo chiare le cause del decesso, e la salma è stata restituita ai familiari.

Nella corte del cascinale i vicini sono apparsi profondamente scossi dall’accaduto, ma hanno preferito non rilasciare dichiarazioni.