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Cari tifosi del Monza, fermatevi un attimo, chiudete gli occhi e con la mente tornate indietro di tre anni, tornate alla serie B, alla brama ardente di voler conquistare per la prima volta l’ambitissimo palcoscenico della serie A. Ritrovate quella sensazione pura che muoveva cori, trasferte e le pagine social brianzole per esprimere gioia e gratitudine. 

Adesso pensate alla festa della promozione, ai fumogeni biancorossi, alla felicità che avete dimostrato nelle piazze e a quella adrenalina che rappresentava la massima competizione calcistica. Pensate all’orgoglio di poter finalmente giocare con le big del calcio italiano o con le squadre  incontrate in percorsi precedenti. Ritrovate il senso di appartenenza che spesso lede la pazienza e, in casi estremi, la fede verso una maglia e una storia. I risultati nel mondo del calcio sono da sempre, purtroppo, metro di giudizio ingannevole e spesso ingiusto, ma questa volta permettetemi di dissentire da tanti commenti, atteggiamenti e illazioni che si sono letti dopo la partita contro il Milan. 

Troppo molli, troppo distratti, troppo mediocri, troppo arrendevoli, troppi errori, troppe scelte sbagliate”. I social sono pagine bianche su cui poter scrivere di tutto senza un controllo e spesso, senza una coscienza. La partita con il Milan ha evidenziato probabilmente alcuni limiti della compagine biancorossa, limiti che sono di normale amministrazione se ogni tanto tifosi e addetti ai lavori ricordassero che il Monza, è stato costruito per salvare la categoria, non per vincerla. E se lo scorso anno Palladino e i suoi ragazzi sono riusciti a fermare Inter, Napoli, Juve, hanno solo dimostrato che Davide può vincere contro Golia, ma per passare alla storia devi compiere un’eccezione, non può essere una regola, perché Davide ha armi e struttura fisica diverse rispetto a Golia (permettetemi la metafora). Il posto in classifica fa sicuramente gola a tutti, l’Europa è un sogno a cui guardare con rispetto e ammirazione, senza mai dimenticare però che bisogna poi fare i conti con le proprie forze e che il campionato da vincere è quello della salvezza. Il resto è solo qualcosa in più. 

Sicuramente a San Siro è sceso un Monza diverso, con un atteggiamento più cauto per studiare bene la partita e le mosse degli avversari. Più cauto, non arrendevole, meno cinico, non indifferente, meno attento non imprudente. Il tre a zero è sicuramente un risultato che non fa piacere alla squadra biancorossa che dovrà lavorare di più, dovrà dimostrare e lottare partita dopo partita per raggiungere il prima possibile una salvezza tranquilla, salvezza che passa anche dalla vicinanza dei propri tifosi, dall’entusiasmo e dalla voglia di gridare il proprio nome in ogni stadio e rivivere la magia di quella sera dove il sogno è diventato realtà, la realtà di una società che oggi sventola orgogliosa la propria bandiera in Serie A

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