Nel cuore della Brianza, il tema della sicurezza continua a essere uno dei più dibattuti, tra percezione diffusa e dati concreti. Le città cambiano volto rapidamente, così come cambiano le dinamiche sociali che le attraversano, spesso lasciando spazio a nuove criticità.

Tra quotidianità e trasformazioni urbane, il confine tra tranquillità e preoccupazione appare sempre più sottile. I cittadini chiedono risposte, mentre le istituzioni sono chiamate a interpretare segnali che arrivano dal territorio.

In questo scenario complesso, il ruolo delle forze dell’ordine si conferma centrale, non solo nella gestione delle emergenze ma anche nella prevenzione e nel controllo capillare del territorio.

È proprio su questo terreno che si misura oggi una delle sfide più delicate per una città in costante evoluzione come Monza.

Giovanni Cuciti
Giovanni Cuciti, questore Monza - Frame YouTube

Sicurezza Monza e furti: l’allarme del Questore

A riaccendere il dibattito sulla sicurezza a Monza sono le parole del nuovo Questore di Monza, Giovanni Cuciti, intervistato da Dario Crippa su Il Giorno. Un profilo con oltre trent’anni nella Polizia di Stato, oggi alla guida di una realtà complessa come quella brianzola.

Le nuove sfide ci vedono impegnati al contrasto dei reati di strada, aggravati dall’utilizzo di coltelli da parte di singoli o gruppi che tentano di gestire le piazze e in esercizi commerciali: è di qualche giorno fa l’arresto di uno straniero che ha rapinato un tassista dopo averlo minacciato con un coltello o l’arresto di un giovane che – in gruppo – brandendo una lama nei pressi della stazione ferroviaria, minacciava i passanti. O da quello non denunciato che ha visto un adolescente minacciato con un coltello da due ragazzi che si sono fatti consegnare il denaro in suo possesso; il tutto di pomeriggio nei pressi del centrale Ponte dei Leoni, dove altri giovani hanno danneggiato beni pubblici.

Un quadro che evidenzia come i furti a Monza e i reati di strada non siano solo numeri, ma episodi concreti che incidono sulla vita quotidiana e sulla percezione dei cittadini.

Giovani a Monza e malamovida: un problema crescente

Altro nodo cruciale riguarda il rapporto tra giovani fenomeni di malamovida, spesso sfociati in comportamenti aggressivi o veri e propri reati.

Dalla malamovida a una certa aggressività, dai semplici episodi molesti a quelli che diventano reati, si tratta di un problema che sicuramente ci tiene impegnati. Di maranza si sente parlare da anni, l’etichetta di seconda generazione è fuorviante. Il problema è ampio: tanti ragazzi che dimostrano di non saper distinguere facilmente fra quello che è giusto e quello che è sbagliato.

Un fenomeno che, secondo il Questore, richiede attenzione ma anche equilibrio nelle valutazioni, evitando semplificazioni.

Si rende necessaria una riflessione con riferimento al prudente approccio che necessitano i temi che vedono protagonisti i giovani, di fronte a certe derive criminali; credo tuttavia che sia il caso di avere medesima prudenza anche con le eccessive giustificazioni. E per questo, si cerca con scrupolo di esercitare le competenze di autorità di pubblica sicurezza con l’adozione di misure di carattere preventivo predisposte dalla nostra Divisione Anticrimine: dei circa 110 avvisi orali, 20 sono stati emessi nei confronti di minori.

Droga a Monza e spaccio: il fronte più delicato

Tra le emergenze più rilevanti resta quella legata alla droga Monza, con un aumento delle attività di spaccio Monza che coinvolgono anche giovanissimi.

Con ricadute sulla sicurezza e sul benessere della società, oltre che sugli assuntori stessi. Diversi gli arresti operati dalle nostre Volanti e le operazioni mirate della Squadra Mobile, che sovente vedono indagati o tratti in arresto minorenni e giovani maggiorenni; menziono le attività investigative nei confronti di un gruppo di giovani che gestiva una rete di distribuzione via social di ketamina, anfetamina, hashish ed ecstasy; nei confronti di due commercianti che, schermati dalla loro attività, smerciavano hashish e marijuana; di un gruppo di italiani e stranieri che gestivano lo spaccio di hashish e cocaina in uno dei quartieri del capoluogo. Tali attività hanno consentito il sequestro di diversi chilogrammi di hashish e coca, nonché di ketamina, anfetamina e ecstasy.

Un fenomeno che, come sottolineato, affonda le radici anche nella domanda crescente.

Alla base c’è un problema di consumo.