Turati
Turati

Il calcio è fatto di momenti, di attese silenziose e di riscatti improvvisi. Se la sconfitta contro il Genoa aveva lasciato l'amaro in bocca, il Sassuolo ha scelto il palcoscenico più difficile per rispondere: il derby contro il Como dei miracoli. Una vittoria per 2-1 che non è solo ossigeno per la classifica, ma la prova del nove per l'intuito di Fabio Grosso.

In una giornata segnata da assenze pesanti — Berardi squalificato, Muric acciaccato e Pinamonti a mezzo servizio — il tecnico neroverde ha estratto dal cilindro i "conigli" che non ti aspetti, confermando che la qualità di questo gruppo va ben oltre gli undici titolari.

Il Muro Ritrovato: Stefano Turati

L'uomo copertina è senza dubbio Stefano Turati. L'ex Monza, che non vedeva il campo in campionato dallo scorso agosto, si è ripreso la scena con la personalità di chi non ha mai smesso di sentirsi protagonista. Nonostante una leggera incertezza sul gol del Como, la sua prestazione è stata monumentale, culminata in un intervento che ha del miracoloso.

"Nico Paz ha fatto una roba incredibile, sono rimasto lì e ho provato a tuffarmi. Per fortuna è andata bene" – Stefano Turati ai microfoni di DAZN.

Quel salvataggio sulla linea su una magia dello stesso Paz ha blindato il risultato, riportandoci alla mente quel ragazzino che nel 2019, appena 18enne, debuttò in A parando l'impossibile contro la Juventus. Turati si è ricongiunto con se stesso, dimostrando di essere ben più di una semplice alternativa.

Stefano Turati non si è limitato a riprendere il suo posto tra i pali; si è ripreso l’intera area di rigore. Oltre alla parata prodigiosa che ha tolto dall’incrocio la magia di Nico Paz — un vero e proprio intervento salva-risultato che ha blindato la vittoria — l'ex Monza ha agito da autentico leader della difesa. Ha mostrato una sicurezza autoritaria nelle uscite, trasmettendo calma a tutto il reparto e dimostrando di non aver perso lo smalto dei giorni migliori nonostante i lunghi mesi di attesa in panchina.

La Programmazione può Iniziare

Questa vittoria non "fa solo morale". Con una salvezza ormai acquisita, il Sassuolo può permettersi il lusso di guardare al futuro con un mese d'anticipo. La gestione di Grosso, capace di tenere motivati anche chi sembrava essersi perso nelle gerarchie, è il miglior biglietto da visita per la prossima stagione.

Il Sassuolo non vuole smettere di sorprendere. E suggerisce che, anche quando mancano i "big", ci sono risorse umane e tecniche per saltare ostacoli che, sulla carta, parrebbero impossibili. Perché a volte ritornano, e quando lo fanno con questa fame, il futuro neroverde è in ottime mani.