La ricerca contro il cancro corre, ma la burocrazia fatica a tenere lo stesso passo. Mentre prevenzione, diagnosi precoce e terapie innovative permettono di salvare sempre più vite, in Italia servono mediamente 470 giorni, oltre 15 mesi, per rendere disponibili i nuovi farmaci oncologici.

È uno dei dati emersi in occasione del congresso della Società europea di oncologia medica, in corso a Madrid, e rilanciati dall’Associazione italiana di oncologia medica.

Tumori, mortalità in diminuzione in Europa

Ogni anno in Europa vengono diagnosticati circa 2,7 milioni di nuovi casi di cancro, equivalenti a cinque diagnosi ogni minuto.

La buona notizia riguarda il calo della mortalità. Dal 1988 a oggi, grazie ai progressi della medicina e alle campagne di prevenzione, nell’Unione europea sarebbero stati evitati circa 7,3 milioni di decessi oncologici.

Nel 2026 sono stimate circa 1,23 milioni di morti per tumore, con una riduzione dei tassi di mortalità del 7,8% tra gli uomini e del 5,9% tra le donne rispetto al periodo compreso tra il 2020 e il 2022.

Il risultato più significativo riguarda il tumore al polmone nella popolazione maschile, per il quale si registra un calo del 22,5%, legato anche alla diminuzione del numero di fumatori. adnkronos.com

In Italia 470 giorni per accedere alle nuove cure

Il nostro Paese garantisce l’accesso all’89% dei nuovi farmaci oncologici approvati dall’Agenzia europea per i medicinali. Una percentuale che colloca l’Italia al secondo posto in Europa, dietro soltanto alla Germania, ferma al 91%.

Il problema sono i tempi. Tra l’autorizzazione europea e la concreta disponibilità della terapia in Italia trascorrono mediamente 470 giorni. Nel 2025 erano 441: l’attesa è quindi aumentata di circa un mese.

La media europea è ancora peggiore: viene reso disponibile soltanto il 51% dei nuovi medicinali contro il cancro e l’attesa raggiunge i 655 giorni, contro i 586 dell’anno precedente. la Repubblica

Che cosa significano realmente i 15 mesi

Il dato non significa che un paziente al quale viene prescritta una terapia già disponibile debba aspettare 15 mesi per riceverla.

I 470 giorni indicano il tempo medio che passa tra il primo via libera europeo e l’accessibilità del medicinale attraverso i meccanismi italiani di autorizzazione e rimborso.

Dopo l’approvazione dell’Agenzia italiana del farmaco possono infatti essere necessari ulteriori passaggi, come l’inserimento nei prontuari terapeutici regionali, le gare regionali e l’inclusione nei prontuari dei singoli ospedali.

L’Aiom chiede quindi che le nuove cure diventino immediatamente disponibili dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della decisione sulla loro rimborsabilità.

Quattro milioni di italiani vivono dopo una diagnosi

In Italia sono circa quattro milioni le persone che vivono dopo avere ricevuto una diagnosi di tumore.

A cinque anni dalla scoperta della malattia risulta vivo il 63% delle donne e il 54% degli uomini. Almeno un paziente su quattro recupera la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può essere considerato guarito.

Le nuove terapie non incidono soltanto sulla sopravvivenza. Permettono a un numero crescente di persone di tornare al lavoro, recuperare la propria quotidianità e mantenere una migliore qualità della vita.

La sfida, quindi, non consiste più soltanto nello sviluppare medicinali innovativi. È necessario fare in modo che arrivino rapidamente a tutti i pazienti che ne hanno bisogno, eliminando differenze territoriali e passaggi burocratici evitabili.

L’innovazione può salvare vite, ma soltanto se diventa accessibile in tempo.

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