Carlo Acutis nel film
Carlo Acutis nel film

Grande successo su Canale 5 per la prima assoluta del film tv “Il mio nome è Carlo”, dedicato alla vita di San Carlo Acutis. La pellicola, diretta da Giacomo Campiotti e interpretata da Samuele Carrino e Lucia Mascino, ha conquistato la prima serata con 4.269.000 spettatori e il 29,6% di share, salito al 30,1% sul target commerciale, con picchi del 40%. Numeri particolarmente significativi anche tra il pubblico più giovane: nella fascia 15-34 anni lo share ha raggiunto il 32,6%. Il film racconta la storia del giovane santo, morto a soli 15 anni, ed è disponibile anche sulla piattaforma Mediaset Infinity.

Reazioni film Carlo Acutis su Canale 5 

Lacrime, commozione, voti altissimi. Ma anche qualche critica sulla rappresentazione di Carlo Acutis e sul poco spazio dedicato ad alcuni aspetti della sua vita.

È questo il quadro che emerge dai numerosi commenti arrivati sulla pagina Facebook di MonzaNews dopo la messa in onda del film dedicato al giovane diventato santo, che ha vissuto anche a Monza.

La reazione generale dei lettori è decisamente positiva: fioccano i 10, i “10 e lode” e persino chi scrive che “10 non basta”. Ma tra gli apprezzamenti emerge anche una richiesta precisa: conoscere più a fondo il Carlo ragazzo, con più episodi, parole e momenti della sua vita quotidiana.

Carlo Acutis, il film convince: “Bellissimo”, “commovente”, “ho pianto”

Il termine che compare più spesso nei commenti è probabilmente uno: commovente.

Tina sintetizza così la sua reazione: «Che dire, non ho parole, solo lacrime».

Alessandra scrive: «Emozionante, ho pianto», mentre Elisa parla di un film «commovente e che fa riflettere».

Molto positivo anche il giudizio sulla recitazione.

Maria Teresa lo definisce «bellissimo» con una «recitazione ottima», mentre Silvia sottolinea il lavoro dei giovani interpreti: «Molto emozionante e ben recitato dai 3 ragazzi che hanno interpretato Carlo nelle varie fasce d'età!».

Anche Alberto apprezza la prova degli attori e soprattutto la capacità del film di raccontare una figura religiosa contemporanea: «È bello conoscere un giovane, un giovane santo attuale e moderno, spiritualità ed azione... meditare».

I voti dei lettori: tanti 10 e persino “10 non basta”

Nei commenti al post di MonzaNews sono numerosi gli spettatori che hanno voluto assegnare un voto.

Maria Cristina scrive: «10 mi sembra il minimo, ci vogliono film così invece di tanta fuffa, ne abbiamo bisogno».

Nunzia rilancia con un «10 e lode! Ma vorrei dare di più», mentre Chicca sostiene che «10 non basta».

Daniela assegna 10, così come Paolo, Maria e Mariuccia. Beatrice scrive addirittura «10 +++».

Il giudizio del pubblico che ha commentato sulla pagina MonzaNews appare quindi fortemente sbilanciato verso valutazioni molto alte.

Naturalmente non si tratta di un sondaggio rappresentativo, ma delle opinioni spontanee espresse dai lettori che hanno scelto di intervenire sotto il post.

La critica più interessante: “Avrei voluto sapere di più sulla sua vita”

Proprio all'interno di un giudizio complessivamente molto positivo emerge però uno degli aspetti più interessanti.

Rosa assegna al film un 7 e spiega: «Mi aspettavo più cose fatte e dette da lui in vita!».

Una considerazione simile arriva da Monica, che dà un 8: «Avrei voluto che durasse di più, e con più dettagli sulla sua vita».

Non è quindi tanto il tono del film a essere contestato, quanto la scelta di non approfondire ulteriormente episodi e aspetti della vita reale di Carlo Acutis.

Una richiesta che potrebbe indicare anche quanto forte sia la curiosità attorno alla figura del giovane: per alcuni spettatori, evidentemente, le immagini viste in televisione non sono bastate.

“Troppo perfetto?”: la critica sulla rappresentazione di Carlo

C'è anche chi pone una questione differente.

Brunella giudica il film bello, ma osserva: «Forse un po' troppo forzato il suo sorriso e la sua felicità, mai un momento di paura. Anche Gesù Cristo sulla Croce ha avuto paura....».

È probabilmente la critica più articolata tra quelle raccolte: non mette in discussione il valore del film, ma si domanda se la rappresentazione di Carlo non sia stata eccessivamente idealizzata.

Un tema interessante perché riguarda uno dei problemi più delicati quando il cinema racconta figure religiose: riuscire a mostrare la spiritualità senza perdere la dimensione umana del protagonista.

“Finalmente qualcosa in prima serata”

Tra i commenti compare anche un apprezzamento per la scelta televisiva.

Luca scrive: «Bello... leggero e toccante... finalmente qualcosa in prima serata!!! Bravi!!!».

Per altri spettatori il film è diventato invece occasione per raccontare un rapporto personale con Carlo Acutis.

Giuseppina ricorda una visita ad Assisi: «È stato emozionante guardare questo film, l'aspettavo con ansia, l'anno scorso sono stata da lui ad Assisi».

Rosalba racconta invece di essere stata a Milano, nella chiesa frequentata dal giovane, dove ha fotografato una sua reliquia.

Non sono mancati i commenti contrari

Il consenso, pur molto ampio nel campione di commenti arrivati a MonzaNews, non è stato totale.

Ornella liquida il film e la vicenda con poche parole: «Tutta una montatura».

Antonio sceglie invece di intervenire citando alcuni versetti biblici relativi al divieto di realizzare e venerare immagini.

Sono posizioni minoritarie rispetto alla grande quantità di commenti favorevoli, ma mostrano come anche la figura di Carlo Acutis e la rappresentazione della santità possano generare letture differenti.

Tra emozione e curiosità, il pubblico vuole conoscere meglio Carlo Acutis

Se si guarda nel complesso alle reazioni raccolte da MonzaNews, il giudizio sul film appare nettamente positivo.

Gli spettatori premiano soprattutto l'emozione, la recitazione e la capacità di raccontare un ragazzo vicino alle nuove generazioni, appassionato di informatica e profondamente religioso.

La critica più ricorrente non sembra essere un rifiuto del film, ma quasi il contrario: avrebbe dovuto raccontare di più.

Più episodi della vita di Carlo, più parole pronunciate realmente da lui e, secondo alcuni, anche qualche momento capace di mostrarne paure, difficoltà e fragilità.

Forse è proprio questo il dato più interessante emerso dai commenti: dopo il film, molti spettatori non sembrano aver esaurito la curiosità su Carlo Acutis. Semmai ne vogliono sapere ancora.

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