Trascorre il sabato sera in giro per Monza con gli amici. Quando rientra a casa sta male ed è ubriaco. La madre scopre che quella sbronza non è il risultato di una serata in un locale, ma di alcol acquistato in anticipo, infilato negli zaini e consumato in piazza insieme ai coetanei.

Un episodio che, secondo quanto emerso, non sarebbe isolato ma rappresenterebbe una pratica sempre più diffusa tra i minorenni.


Il caso arriva in consiglio comunale

La vicenda è finita sui banchi del consiglio comunale dopo lo sfogo di una mamma monzese, raccolto e portato all’attenzione dell’aula dal consigliere di minoranza Paolo Piffer (Civicamente).

Una madre certamente arrabbiata con il figlio, ma soprattutto molto preoccupata per la facilità con cui il ragazzino e i suoi amici, tutti minorenni, sarebbero riusciti a procurarsi alcolici senza alcun ostacolo.


L’accusa: “Vendite ai minorenni senza controlli”

Sul caso viene mantenuto il massimo riserbo. “Naturalmente non posso entrare nei dettagli – ha spiegato Piffer durante il suo intervento – ma è un problema reale. Ci sono ragazzini che a Monza, nonostante i divieti, acquistano bevande alcoliche”.

Non nei bar, né nei locali notturni o nei supermercati, ma nei minimarket presenti in città. “Questa mamma si è rivolta a me affinché mi facessi portavoce di una richiesta precisa – ha aggiunto – maggiori controlli nei minimarket, dove la vendita di alcolici e superalcolici ai minorenni sembrerebbe essere una pratica diffusa”.

Secondo quanto raccontato, in diversi casi non verrebbe richiesta la carta d’identità per verificare l’età dell’acquirente, permettendo così ai minorenni di acquistare bottiglie senza difficoltà.


Le serate in piazza e i divieti già esistenti

Alcool

Una volta acquistato l’alcol, i ragazzini si ritroverebbero in piazze e giardinetti cittadini, bevendo fino a stare male. Esattamente quanto accaduto nel caso segnalato in consiglio comunale.

La legge vieta la vendita di bevande alcoliche ai minori e, a Monza, il regolamento di polizia urbana proibisce anche il consumo di alcol su strade, piazze e aree pubbliche. Norme già esistenti che, secondo la denuncia emersa, rischiano però di restare lettera morta senza controlli adeguati.