PEDEMONTANA B2

La Tratta D Breve di Pedemontana torna al centro delle tensioni nel Vimercatese. I sindaci alzano il livello dello scontro e accusano Concessioni Autostradali Lombarde di non aver fornito tutta la documentazione necessaria per il ricorso al Tar.

Dall’altra parte arriva una replica netta. E il clima si irrigidisce.


Le accuse dei Comuni

I primi cittadini dei territori coinvolti parlano di difficoltà concrete nell’accesso agli atti necessari per sostenere il ricorso contro l’opera.

Secondo i Comuni, la richiesta di documentazione non sarebbe stata soddisfatta integralmente, con motivazioni ritenute non convincenti.

Una posizione pesante, che mette in discussione il rapporto tra enti locali e società concessionaria.


Il nodo della trasparenza

Per i sindaci, la questione non è solo tecnica ma anche istituzionale.

Viene contestata una presunta mancanza di collaborazione, che secondo loro avrebbe ostacolato la possibilità di difendere il territorio e le comunità locali.

Il tema della trasparenza diventa centrale, così come quello della correttezza dell’intero procedimento amministrativo.


Il fronte dei territori

A opporsi alla Tratta D Breve sono diversi Comuni del Vimercatese, uniti da una posizione trasversale.

Al centro delle preoccupazioni c’è l’impatto dell’opera, che attraverserebbe anche il Parco Agricolo Nord Est, uno dei principali polmoni verdi della zona.

Una battaglia che va avanti da mesi e che continua a tenere alta la tensione.


Nuova mossa al Tar

Di fronte alle difficoltà segnalate, i sindaci hanno deciso di presentare una nuova istanza al Tribunale amministrativo regionale.

L’obiettivo è ottenere formalmente tutta la documentazione richiesta e rafforzare il ricorso già avviato.

Un passaggio che conferma la volontà di proseguire lo scontro anche sul piano legale.


La replica di CAL

recinzioni pedemontana

La risposta di Concessioni Autostradali Lombarde è altrettanto decisa.

La società respinge le accuse e sostiene di aver fornito tutti i documenti disponibili, precisando che la maggior parte del materiale richiesto è stata effettivamente consegnata.

Secondo CAL, alcuni atti non sarebbero stati trasmessi semplicemente perché non in possesso della società, ma comunque accessibili presso altri enti.


Il punto sui documenti mancanti

La documentazione non fornita riguarderebbe in gran parte pareri o comunicazioni mai ricevuti direttamente da CAL.

Contenuti che, secondo la società, sarebbero già confluiti nelle procedure istruttorie ministeriali e quindi recuperabili attraverso altri canali istituzionali.

Una ricostruzione che però non convince i sindaci.

La vicenda della Tratta D Breve resta aperta e sempre più complessa.

Tra accuse e repliche, il confronto si sposta su più livelli, da quello politico a quello legale.

E sullo sfondo resta la domanda principale: quale sarà il futuro di un’opera che continua a dividere il territorio.