Che fine ha fatto Mate Antunović? Il bomber torna a brillare
L'ex bomber del Monza Primavera sta tornando a brillare in Croazia

C’è voluto pochissimo a Mate Antunović per ricordare a tutti perché, solo un paio d'anni fa, mezza Europa avesse gli occhi puntati su di lui. Nella sfida tra il suo Dugopolje e il Karlovac, l'ex promessa del Monza ha impiegato appena 6 minuti per gonfiare la rete e sbloccare il match. Una fiammata improvvisa che ha spianato la strada ai suoi, capaci poi di chiudere la pratica con un netto 3-0.
Tuttavia, la domenica del giovane talento croato non è stata tutta rose e fiori. La sua partita è durata infatti solo 37 minuti: un fastidio fisico lo ha costretto a chiedere il cambio anzitempo, lasciando il campo tra gli applausi ma anche con un pizzico di preoccupazione.
Una rinascita a piccoli passi
Nonostante il cambio forzato, i segnali che arrivano dalla Croazia sono incoraggianti. Con questo gol, Antunović sale a due centri in nove presenze. Numeri che non raccontano tutto: quello che conta davvero è che Mate sta finalmente trovando la continuità che gli era mancata. In campo si rivede quella classe cristallina che lo aveva reso celebre, seppur ancora mostrata "a sprazzi". Il ragazzo sta crescendo, sta mettendo minuti nelle gambe e sta imparando a confrontarsi con il calcio dei grandi.
Il sogno europeo e la chiamata del Monza
Per capire chi sia Antunović, bisogna tornare ai tempi dell'Hajduk Spalato. Era il trascinatore di quella squadra incredibile capace di arrivare fino alla finale di Youth Champions League. Sentendosi pronto per il salto di qualità e vedendo poco spazio in prima squadra, Mate scelse di tentare l'avventura all'estero.
La lista dei pretendenti era lunghissima e prestigiosa: club come Udinese, PSV, AZ Alkmaar, Standard Liegi e Young Boys fecero a gara per averlo, ma alla fine fu il Monza a convincerlo, portandolo in Brianza con un progetto che sembrava perfetto per la sua crescita.
Il sogno spezzato: l'enigma del "minuto mancante" a Monza
L’avventura in Brianza era iniziata con i contorni di una sfida stimolante: un anno di apprendistato con la Primavera per ambientarsi, con la promessa di prendersi, prima o poi, il palcoscenico della Serie A. Inizialmente, il passaggio al calcio italiano è sembrato più complicato del previsto, con un solo gol messo a referto nelle prime nove apparizioni. Poi, improvvisamente, qualcosa è scattato.
Tra novembre e febbraio, Antunović si è trasformato in un uragano: 8 reti e 2 assist in appena 12 partite. In quel momento, il suo futuro sembrava già scritto. Il Monza aveva in mano il diritto di riscatto fissato a un milione di euro, ma l'accordo prevedeva un dettaglio burocratico che si è rivelato decisivo: il riscatto sarebbe diventato obbligatorio se Mate avesse messo piede in campo con la prima squadra, anche solo per un misero minuto.
Quel minuto, però, è rimasto un miraggio. Nonostante i numeri da capogiro con i giovani, la chiamata di Palladino per l'esordio tra i grandi non è mai arrivata. Senza il vincolo dell'obbligo, la società ha preferito non investire la cifra pattuita, lasciando che il sogno italiano di Antunović si interrompesse bruscamente con un amaro biglietto di ritorno per Spalato.
Ripartire da casa
Tornato all'Hajduk, Antunović non si è perso d'animo. Ha assaporato la gioia del primo gol tra i professionisti in Coppa di Croazia contro il Biligora 91 e ora, con la maglia del Dugopolje, sta cercando la sua definitiva consacrazione. Il talento non è mai stato in discussione; ora serve solo che il fisico gli dia tregua per permettergli di tornare a volare.



