Acqua sporca e puzzolente per anni: la sentenza che fa tremare i condomini
Una famiglia costretta a comprare acqua minerale anche per cucinare. Il Tribunale di Monza riconosce il risarcimento e ordina gli interventi sulle tubature.
Aprire il rubinetto di casa e ritrovarsi davanti acqua torbida, maleodorante e inutilizzabile per le normali necessità quotidiane. È quanto accaduto a una famiglia di Monza, che per anni ha dovuto convivere con problemi all'impianto idrico della propria abitazione, arrivando a spendere oltre 1.300 euro in bottiglie di acqua minerale. Una vicenda finita davanti al Tribunale civile di Monza, che ha riconosciuto al proprietario un risarcimento complessivo di 7.081,44 euro.
Tutto è cominciato nel 2021, quando il proprietario di una villetta inserita in un complesso condominiale ha iniziato a riscontrare una progressiva riduzione della pressione dell'acqua, sia calda che fredda. Le ripetute operazioni di pulizia dei filtri, nei quali si accumulavano numerosi detriti, non sono bastate a risolvere il problema. Nel 2022 la situazione è peggiorata ulteriormente, con la comparsa di cattivi odori e impurità visibili, tanto da spingere la famiglia a rinunciare all'acqua del rubinetto per bere e cucinare.
Le analisi sulle tubature e la responsabilità del condominio
Gli accertamenti tecnici effettuati nell'abitazione hanno individuato la presenza di residui ferrosi, alghe, cariche batteriche e concentrazioni elevate di piombo e zinco in un punto dell'impianto situato nel bagno interrato. Il condominio, chiamato in causa dal proprietario, ha contestato le proprie responsabilità, sostenendo che le anomalie potessero provenire dalla rete dell'acquedotto comunale.
Una ricostruzione che non ha convinto il giudice. Le analisi dell'ATS su un campione prelevato il 30 luglio 2024 nei pressi del punto di fornitura hanno confermato la conformità dell'acqua distribuita dalla rete pubblica. Il Tribunale ha quindi attribuito le anomalie alle tubazioni condominiali, confermando l'obbligo di eseguire gli interventi necessari. Per gli eventuali ritardi nell'adempimento è stata prevista anche una penalità di 100 euro al giorno, secondo le condizioni stabilite dal provvedimento giudiziario.
Il risarcimento comprende anche le bottiglie d'acqua acquistate
Con la sentenza numero 1872 del 9 ottobre 2026, il Tribunale di Monza ha riconosciuto 2.081,44 euro di danni patrimoniali, tra cui 1.306,06 euro per l'acquisto di acqua minerale, una spesa dimostrata attraverso gli scontrini. A questa somma si aggiungono 5mila euro per il danno non patrimoniale, legato alle limitazioni subite dalla famiglia nella normale vita domestica.
La decisione rappresenta un precedente interessante per chi si trova ad affrontare problemi analoghi. Il condominio può essere chiamato a rispondere dei danni provocati dagli impianti comuni, quando ne venga dimostrata l'origine e il collegamento con il disagio subito. Non basta, dunque, contestare genericamente il cattivo funzionamento dell'acquedotto: anche le condizioni delle tubature interne possono determinare precise responsabilità economiche.



