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Per la prima volta nella storia dello sport italiano, il calcio perde il primato economico. Nel 2025 la ha superato la per valore della produzione, diventando la Federazione sportiva nazionale con i ricavi più elevati.

Un sorpasso che era nell’aria già da tempo e che ora diventa realtà, complice l’assenza di grandi eventi internazionali per il calcio e l’esplosione senza precedenti del tennis italiano.


I numeri del sorpasso: tennis oltre i 230 milioni, calcio sotto quota 200

Secondo i dati riportati dalla stampa economica, la Federtennis ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi superiori ai 230 milioni di euro. La FIGC, invece, si è fermata poco sopra i 200 milioni, con un bilancio di previsione 2025 che indica un valore della produzione pari a 197 milioni.

Il confronto con il 2024 rende ancora più evidente il cambio di equilibrio: lo scorso anno la Federtennis aveva già toccato quota 209 milioni, avvicinandosi ai 224 milioni della Federcalcio, trainata allora dagli Europei.


L’assenza di grandi eventi penalizza il calcio

Gravina
Foto YouTube

Nel 2025 il calcio italiano ha pagato caro il calendario. Nessun Mondiale, nessun Europeo, nessuna manifestazione internazionale capace di generare ricavi straordinari. Un vuoto che pesa sui conti federali e che spiega buona parte del rallentamento della FIGC.

Lo sguardo ora è rivolto al 2026, quando la qualificazione ai Mondiali nordamericani diventerà decisiva anche sul piano economico.


L’effetto Sinner e l’età dell’oro del tennis italiano

Alla base del boom della Federtennis c’è innanzitutto il risultato sportivo. Il 2025 ha consacrato definitivamente il tennis italiano a livello mondiale, con capace di vincere Australian Open e Wimbledon.

A completare l’annata straordinaria, il doppio femminile formato da e , vincitore del Roland Garros. In totale, il movimento italiano ha conquistato 11 titoli Atp e Wta in una sola stagione, un primato assoluto.


Dai risultati al bilancio: crescita strutturale

I successi sul campo si sono tradotti direttamente nei conti. Nel 2021 i ricavi della Federtennis erano circa la metà di quelli attuali. Vent’anni fa faticavano persino a raggiungere i 50 milioni di euro.

Oggi il sistema tennis-padel in Italia genera un impatto economico stimato in oltre 8 miliardi di euro l’anno, contribuendo in modo sempre più rilevante al Pil sportivo nazionale.


Sempre più praticanti: il tennis insidia il calcio anche socialmente

Il sorpasso non è solo economico. Sul piano sociale, il tennis si avvicina pericolosamente allo sport nazionale per eccellenza. I praticanti sono 6,2 milioni, contro i 6,5 milioni del calcio.

I tesserati hanno raggiunto quota 1,2 milioni, con una crescita superiore al 200% rispetto al 2020. I circoli affiliati sono 4.465, le scuole tennis e padel 2.553, mentre i tecnici sfiorano le 15mila unità.


I grandi eventi fanno la differenza

Oltre agli Internazionali d’Italia, il calendario si è rafforzato con le Nitto ATP Finals di Torino e, da quest’anno, con la Final 8 di Coppa Davis a Bologna. Quest’ultima ha prodotto da sola un impatto economico di 144 milioni di euro.

Le Finals torinesi hanno superato i 230mila spettatori e generato un impatto complessivo stimato in 591 milioni, con un gettito fiscale vicino ai 100 milioni a fronte di un contributo pubblico di appena 13,7 milioni.


Un modello che guarda al futuro

Oggi oltre il 70% del fatturato della Federtennis deriva dall’organizzazione di grandi eventi internazionali. Nel 2025 questa voce dovrebbe superare i 170 milioni di euro. Sponsorizzazioni e pubblicità incidono ancora poco, appena l’1%, segno di un modello economico fondato più sui contenuti che sul marketing tradizionale.

Il messaggio è chiaro: il tennis non è più una nicchia. È diventato un sistema industriale capace di superare, almeno per ora, anche il calcio.