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Negli ultimi mesi il dibattito internazionale si è fatto sempre più teso, tra crisi geopolitiche irrisolte e un uso del linguaggio politico che spesso divide più di quanto chiarisca. Le scelte delle grandi potenze tornano a incidere direttamente sugli equilibri globali, mentre l’Europa fatica a trovare una linea comune credibile.

In questo scenario, il tema della democrazia, della libertà e del rispetto delle regole condivise resta centrale, soprattutto quando entrano in gioco interventi militari e giustificazioni legate alla sicurezza. Le reazioni politiche non si fanno attendere, anche all’interno del panorama italiano.

Il confronto si accende in particolare quando le posizioni del governo italiano vengono lette alla luce delle relazioni con gli alleati internazionali e delle dichiarazioni dei principali leader occidentali.

Ilaria Salis

Venezuela e diritto internazionale: l'intervento di Ilaria Salis

La situazione in Venezuela torna al centro dell’attenzione politica dopo le tensioni legate al ruolo degli Stati Uniti e all’uso della forza nei confronti di Nicolas Maduro. L’eurodeputata brianzola Ilaria Salis è intervenuta duramente sui social, chiamando in causa il rispetto del diritto internazionale e il posizionamento dell’Italia.

Nel suo primo commento, Ilaria Salis scrive testualmente:

“Della democrazia, della libertà e della giustizia – in Venezuela come in Iran, come ovunque - a Trump non importa nulla.
La favolaccia della guerra per fermare il narcotraffico la raccontino a qualcun altro.
Per gli Stati Uniti la minaccia dell’uso della forza, così come il suo impiego effettivo, sono strumenti di un imperialismo fondato sul più bieco interesse nazionalista.
Il governo italiano non si renda complice di questa ennesima violazione del diritto internazionale: condanni l’aggressione militare statunitense contro il Venezuela, e si adoperi concretamente per la descalation.
Meloni non si inchini ancora una volta a Trump.
L’Italia ripudia la guerra!”

Parole che collocano il tema del Venezuela all’interno di una critica più ampia all’azione statunitense e alla postura diplomatica dell’Italia, chiamata – secondo Salis – a una presa di posizione netta contro l’uso della forza.

Della democrazia, della libertà e della giustizia – in Venezuela come in Iran, come ovunque - a Trump non importa nulla....

Pubblicato da Ilaria Salis su Sabato 3 gennaio 2026

Giorgia Meloni, politica estera e reazione di Ilaria Salis

Dopo la presa di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il confronto si è ulteriormente irrigidito. 

Ho seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle primissime evoluzioni. L’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto la auto-proclamata vittoria elettorale di Maduro, condannando gli atti di repressione del regime e ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica. Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico. Continuiamo a seguire con particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del Governo.

Giorgia Meloni

La linea espressa dal governo italiano viene letta da Ilaria Salis come l’ennesima conferma di un doppio standard applicato nelle relazioni internazionali, soprattutto quando entrano in gioco alleati strategici come Trump o Netanyahu.

Nel secondo post social, successivo alle parole di Giorgia Meloni, l’eurodeputata brianzola scrive:

"Il Governo considera legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico,” dice Giorgia Meloni.
Le deve essere sfuggito quel piccolo dettaglio del petrolio…
Ecco che, quando si tratta degli alleati, da Netanyahu a Trump, il diritto internazionale vale fino a un certo punto e ogni principio di giustizia può essere calpestato.
Il doppio standard è la regola, e ormai lo ammettono senza remore.
Le persone oneste non possono che provare vergogna e rabbia nell’essere rappresentate in questo modo.
Questa politica estera, ipocrita e servile, costruita su un opportunismo di corto respiro, produrrà nel lungo periodo conseguenze disastrose anche per l’Italia e per l’Europa.
Un diritto internazionale a geometria variabile apre la strada alla guerra ovunque.

Un attacco frontale che lega la crisi in Venezuela, le parole di Giorgia Meloni e il ruolo degli Stati Uniti a una critica strutturale dell’attuale politica estera italiana ed europea.

Della democrazia, della libertà e della giustizia – in Venezuela come in Iran, come ovunque - a Trump non importa nulla....

Pubblicato da Ilaria Salis su Sabato 3 gennaio 2026