Big match, Big Football, Big Monza: 3-0 d'imperio e super vittoria contro il Palermo
Dopo il ko di La Spezia, i biancorossi ricominciano da tre contro i rosanero. Tris di fino, Bianco incarta Inzaghi. L'analisi del match.
“Gli imperativi categorici del calcio sono: primo non prenderle (oh yes, sir); centrocampo dotato di fondo atletico; púnteros (due o meglio tre) agili e coraggiosi".
Pagina 1 del manuale del calcio: ideato, scritto e divulgato da Gianni Brera, vate supremo del giornalismo sportivo.
Clean sheet, centrocampo di sostanza e geometrie, signori attaccanti che combattono e determinano. Uno ricama, l'altro confeziona: i "frombolieri" Patrick Cutrone e Andrea Petagna, la PC del Monza che è un vero e proprio PC. Con il codice sorgente a cura di Paolo Bianco, che programma il suo software (squadra) e, step by step, lo perfeziona, migliorandone sempre ogni singolo componente (giocatore). Scavallando non solo i bug (e le critiche), ma anche gli attacchi hacker degli utenti esterni (gli haters e gli avversari). E lo fa con costanti aggiornamenti: via i glitch, alias l'ultima sconfitta a La Spezia; dentro i fix, correttivi applicati per far girare di nuovo il dispositivo ed elaborare la patch definitiva, il cui titolo si chiama “promozione” in Serie A.
Perché ci sono partite che valgono più del risultato, appuntamenti da non sbagliare e che, citando in positivo il Roy Batty di Blade Runner, non possono andare persi come lacrime nella pioggia. Sabato bagnato, atmosfera rovente al Brianteo: contro la paura di cadere c'è la voglia di volare delle aquile rosanero, giunte in Brianza per tentare il colpaccio con 6000 tifosi al seguito, pronti a ricreare l'atmosfera casalinga del Barbera. Ma in casa, davanti al suo meraviglioso pubblico, gioca il Monza, il cui nome antico deriva da un altro animale alato, la colomba, che si palesò in sogno a Teodolinda e le disse: “Modo”, ora; la Regina rispose: “Etiam”, sì. Modo Etiam, così sia. E siamo 3 punti, suggellati da un Colombo al maschile, Leonardo, che di sinistro fa calare il sipario sul match. Con un gol, l'ultimo di un tris tutto mancino - di piede sinistro, il primo di Petagna e il secondo di Ciurria, a segno dopo oltre un anno (Monza-Fiorentina 2-1) - che vale il tiro mancino al Palermo.
Tre reti e un trionfo leonino che conferma la forza della squadra più forte. Non sulla carta, ma in campo, allenata da un tecnico che non ha solo rispolverato il concetto di vittoria dopo il trauma argentiano della scorsa stagione, ma instillato una mentalità vincente sviluppandola con l'arte sovrana del lavoro. Il Monza stritola il Palermo, Paolo Bianco batte Pippo Inzaghi. Un'altra volta.
6 gol in due partite, 3 al Barbera e 3 all'U-Power Stadium, e una doppia prova autorevole, superiore sotto ogni sagrato: tecnico e tattico, quantitativo e qualitativo, caratteriale e di spessore.

Vincere mettendo pressione
“Il calcio si gioca col cervello: bisogna trovarsi nel posto giusto nel momento giusto, né troppo tardi, né troppo presto”. Nelle parole di Johan Cruijff c'è tutto il senso, navigato, del gioco del pallone.
Testa, tempismo, risolutezza. Dopo il ko contro lo Spezia, Bianco carica la squadra e opta per l'1-3-5-2: Thiam tra i pali; Ravanelli, Delli Carri e Lucchesi in difesa; Ciurria, Obiang, Pessina, Hernani e Azzi a centrocampo; Cutrone e Petagna in avanti.
Inzaghi risponde con l'1-3-4-2-1: Joronen in porta; Peda, Bani, Ceccaroni nel terzetto arretrato; Pierozzi, Segre, Ranocchia e Augello sulla linea intermedia; Palumbo e Le Douaron a rimorchio di Pohjanpalo.
Pronti via. Il calcio d’inizio del match non passa inosservato e dichiara apertamente la strategia del Monza: mettere il fiato sul collo agli avversari. Pessina rilancia in fallo laterale sulla trequarti, proprio come fece Vitinha nell'ultima finale di Champions League tra il PSG di Luis Enrique e l'Inter di Simone Inzaghi.
Un piano mirato, quasi in stile rugbistico, che sovrappone tattica e strategia nella filosofia di Arrigo Sacchi. Se nel rugby la touche si effettua per guadagnare terreno verso la meta, nel calcio è uno strumento per accendere il pressing. In particolare, diventa una forma di riaggressione su palla inattiva (e non attiva come spesso accade) dopo averla consegnata volontariamente agli avversari. Attaccare in fase di non possesso attraverso una fase difensiva veemente e interpretare il ruolo con coerenza seguendo i dettami del proprio allenatore: i biancorossi giocano con intensità e lottano su ogni palla, soffocando la manovra del Palermo. Che in panchina ha il fratello maggiore di Simone, Pippo, il quale ordina lo sviluppo sull'out di Augello per cercare di confluire al centro.
Bianco firma la sua dichiarazione d’intenti, il Monza gioca con spirito di sacrificio e da squadra vera, con l’io a lasciare spazio al noi: gegenpressing e riacquisizione, gioco scandito dai movimenti senza palla, tre centrocampisti mobili, una costruzione 3+2 ed Hernani libero di agire all’interno e all’esterno, con i due attaccanti a lavorare in sintonia con e senza palla.
I brianzoli approcciano la gara con intelligenza, sciogliendo i grumi di un avvio interlocutorio - e di studio - con il gol dell'1-0 siglato dalla premiata ditta Cutrone-Petagna, con la complicità del tocco di Lucchesi sul filo del fuorigioco.
L'occasione migliore dei rosanero arriva da destra al 36', con il colpo di testa di Segre respinto ottimamente da Thiam.
La ripresa sancisce l'egemonia del Monza, con Bianco che incarta la gara a Inzaghi inserendo a destra Bakoune al posto di Hernani (ammonito) per schermare Augello e spostando Ciurria a sinistra, da mezzala che opera tra le linee con più libertà e meno carichi in marcatura. Intuizione che si rivela azzeccata e manda il Fante a segno per la prima volta in stagione dopo oltre un anno (Monza-Fiorentina 2-1).
I rosanero provano ad accorciare le distanze con Johnsen, che prima becca la traversa su un tiro fuori area e poi impegna Thiam con un piattone ripulito in angolo da Lucchesi. Delli Carri annulla completamente Pohjanpalo e guida la difesa in maniera impeccabile.
Ma a scrivere “Game Over” sul match è Leonardo Colombo, di nuovo imbeccato dal mago dei secondi tempi Paulo Azzi, assistman e tuttocampista del Monza, l'esterno più letale della cadetteria.
Dal corner per il Palermo al contropiede del Monza: la squadra di Bianco colpisce in transizione i rosanero (che avevano subito soltanto un gol in campionato in questa situazione) e archivia la pratica.
Al triplice fischio di Doveri - autorevole nella direzione di gara - esplode la festa biancorossa, con la squadra che esulta insieme ai tifosi, di fronte alla Curva Davide Pieri, per la gioia della Presidentessa Lauren Crampsie presente allo stadio.
Monza-Palermo termina 3-0.

Bianco surclassa Inzaghi, il Monza fa 2 su 2 col Palermo
"Tutto molto bello", come esclamava nelle sue telecronache il maieutico Bruno Pizzul.
Il risultato di Monza-Palermo rispetta esattamente i valori delle rose e le posizioni in classifica. Non solo. È la vittoria di Bianco su Inzaghi. Una vittoria su tutti i fronti, che parte dalla comunicazione e si riversa in campo. Un confronto ad alta quota tarato sulla pressione, gestita con personalità a livello mediatico dal tecnico biancorosso e predicata in partita dal minuto 1, con quel rilancio di Pessina in stile Vitinha del PSG a mettere subito le cose in chiaro.
"Il calcio lo ha inventato il diavolo", sostiene Allegri. Ma è anche uno sport che rifiuta le scorciatoie giornalistiche - risultatisti o giochisti (ma davvero?) e predilige la sostanza, raggiungibile attraverso la qualità, la corretta interpretazione delle fasi, la lucidità a spodestare la pressione - scaricandola dall'altra parte - e la gestione dei dettagli. Elementi che racchiudono il mezzo per arrivare al fine, il modo per raggiungere l'obiettivo. E soprattutto la visione di un allenatore condivisa con il gruppo, unito e motivato a perorare la giusta causa.
Anche perché i risultati non sono scientifici e il calcio non si gioca sulle statistiche, bensì sulla concretezza: quella che il Monza ha sfoderato in tante gare, compresa quella col Palermo, e che in altre circostanze è venuta meno (a Bari, Empoli e Castellammare di Stabia e in casa col Frosinone).
Alla 30ª giornata di Serie B la graduatoria recita: Venezia 64, Monza 63, Frosinone 59, Palermo 57.
Più 4 sui ciociari e più 6 sui rosanero, a una sola lunghezza dai lagunari: i biancorossi proseguono il loro suo cammino e non vogliono fermarsi, consapevoli di avere tra le mani il proprio destino. A partire dal prossimo impegno contro la Reggiana, in programma martedì 17 marzo alle 20.00 al Mapei Stadium.
E così sia. Ora e sempre.
Di Andrea Rurali



