L’avvio del Festival di Sanremo 2026 riporta al centro dell’attenzione non solo la musica, ma anche il ruolo e la responsabilità del direttore artistico nelle scelte che riguardano il palco dell’Ariston. Ogni edizione porta con sé polemiche, interrogativi e dibattiti che superano il perimetro strettamente artistico.

Tra conferenze stampa e retroscena, il confronto si è acceso già nelle ore precedenti la prima serata. A far discutere è stata una presenza annunciata e poi rimodulata, che ha intrecciato cronaca giudiziaria e libertà artistica.

In questo contesto, le parole del conduttore hanno assunto un peso specifico particolare, perché toccano un tema delicato: il confine tra vicende personali e scelte musicali.

Sanremo

Carlo Conti e Morgan a Sanremo 2026: le parole sul caso

Durante la conferenza stampa di apertura del Festival di Sanremo 2026, Carlo Conti ha risposto a una domanda sulla partecipazione di Morgan, nome d’arte di Marco Castoldi, inizialmente previsto nella serata delle cover accanto a Chiello.

Il cantante brianzolo, imputato in un procedimento per stalking (attualmente sospeso per un nodo giuridico), era stato indicato come ospite nel duetto in programma venerdì. Sul punto, il direttore artistico ha chiarito la propria posizione:

Io ti rispondo un po' a come è successo lo scorso anno, quando c'era la polemica su Emis Killa, su Fedez e altri. Fino a che uno non è accusato, non c'è una sentenza definitiva, io non sono il giudice e non posso dire a un artista non venire con lui o non venire con quell'altro.

E ancora:

Se l'artista ritiene di fare una cover - dice - che ritengo musicalmente valida, io non ho nessun potere per dire no. È come se il prossimo direttore artistico dicesse allora i duetti con le persone bionde non li dovete fare. Mi sembra un po' eccessivo.

Conti ha poi ribadito:

Finché non c'è una sentenza definitiva, sinceramente mi sembra un po' grave trasformare una scelta artistica puntando il dito per quello che uno fa nella vita. Ma non è lavarsi le mani, attenzione. È semplicemente che io mi occupo della parte artistica.

E, rispondendo ancora sul tema:

Dirò le stesse cose che ho detto l'anno scorso per la questione di Emis Killa (altro artista brianzolo, ndr). Fino a che uno non è accusato e non c'è una sentenza definitiva, non posso dire ad un artista di non venire. Non posso io obbligare un cantante a non venire. Non è che il direttore artistico decide che i cantanti con i capelli biondi non fanno i duetti e allora non li fanno, non sarebbe corretto. Non è una sentenza definitiva e io non sono un giudice, mi sembra grave trasformare una scelta artistica puntando il dito contro quello che uno fa nella vita. Non è un lavarsene le mani, io mi occupo della parte artistica.

Il conduttore ha definito Sanremo un “festival democratico”, rivendicando la centralità del criterio artistico nelle scelte del cast.

Morgan, Chiello e la scelta sulla serata Cover di Sanremo

Prima ancora che la polemica si amplificasse, Morgan aveva comunicato la decisione di non salire sul palco dell’Ariston nella serata dedicata alle cover, dove avrebbe dovuto interpretare con Chiello “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco.

L’artista di Monza ha spiegato così la sua scelta:

La mia partecipazione come ospite di Chiello al prossimo Festival di Sanremo non sarà sul palco, ma da dietro le quinte, il mio contributo sarà tecnico. Amo profondamente il brano che Chiello ha scelto e so che è un pezzo estremamente intimo che ha bisogno di un’unica voce, di un’unica anima, di un solo cuore. Per questo la mia presenza non sarà in scena, lasciando che sul palco si esprima pienamente il talento di Chiello.

Una decisione autonoma che ha di fatto chiuso la questione relativa alla sua presenza scenica, lasciando però aperto il dibattito sul rapporto tra vicende giudiziarie e partecipazione a eventi di grande visibilità come il Festival di Sanremo 2026.