Il vento nuovo porta tre punti che valgono oro. Che bello vedere Juric sciolto, sorridente e contento
Il punto di Paolo Corbetta dopo l'importante vittoria sul Sassuolo
A volte il buongiorno si vede dal mattino. Il mattino a cui faccio riferimento è stata la conferenza stampa di giovedì scorso, in cui si è visto un Ivan Juric diverso da quello a cui ci aveva abituati in questo inizio di stagione.
Un uomo brillante, ciarliero, con voglia di fare battute. Tipo quando gli è stata detta una parola in croato e lui ha risposto simpaticamente che quel vocabolo si usa a Zagabria. Non a Spalato, che è la sua città di origine. Abbiamo percepito in quella chiacchierata a microfoni accesi che c’era un’aria diversa, un’aria positiva, un vento nuovo, nonostante i risultati non brillanti di questo inizio di campionato.
Ieri sera, nel post-partita, Juric ha attribuito il merito ai giornalisti di aver creato buon umore e una giusta carica. Io dico che il vento nuovo è arrivato in primis da lui, sembrato molto più sciolto e morbido di quanto è la sua immagine più abituale, in cui la sostanza sovrasta sempre la forma.
Fatto sta che sono arrivati tre punti d’oro, per una serie di ragioni che non necessariamente riguardano solo la classifica. Che tuttavia sembra ora più rappresentativa delle buone cose comunque evidenziate in questo scorcio iniziale di stagione.
Monza, si trascorrerà in serenità lo stop di campionato: obiettivo il recupero degli infortunati
La prima ragione è che il Monza trascorrerà in serenità l’anomalo stop in campionato che dà spazio alle Nazionali. Con l’obiettivo di recuperare i numerosi presenti in infermeria. In secondo luogo, lo sblocco mentale di aver vinto la prima gara dopo il ritorno in serie A; tra l’altro, nello stesso giorno (18 settembre) in cui il Monza di Palladino conquistava nel 2022 il suo primo storico successo nel massimo campionato superando la Juventus.
E poi per la constatazione che non sempre gira tutto contro. Il Sassuolo ha creato molte difficoltà ai biancorossi nel primo tempo, ma le grandi parate di un ottimo Tornqvist (“Un portiere che para” le parole di Juric) ed il legno scheggiato dagli ospiti nell’ultimo minuto di recupero hanno dimostrato che gli episodi possono anche essere a favore e indirizzare le gare nel verso giusto.
Un grande Tornqvist, un grandissimo Varela, un sempre sorprendente Robinson ed una certezza come Birindelli, sempre positivo su qualunque fascia si trovi a giocare.
Ma se il Monza non ha più sofferto il palleggio della squadra di Aquilani nella seconda frazione di gara, io trovo che la mossa determinante sia stato l’ingresso di Foe Ondoa, un giocatore che ha le giuste caratteristiche per “rompere” il fraseggio degli avversari, per “mordere” le loro caviglie e per dare un equilibrio tattico fondamentale in un centrocampo che sia in grado di coprire al meglio la difesa. In un Monza che pratica il calcio che Juric sta disegnando, il centrocampista francese dovrebbe sempre trovare posto.
Buona lunga sosta a tutti.
Paolo Corbetta

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