Si sono svolti nella mattinata di sabato 31 gennaio a Muggiò, dove viveva con la famiglia, i funerali di Denis Sichka, giovanissimo calciatore di 16 anni, attaccante della Vis Nova Giussano. Centinaia di persone hanno voluto partecipare all’ultimo saluto, stringendosi attorno ai genitori e al fratello più piccolo del ragazzo.


La cerimonia con il rito ortodosso

Le esequie si sono tenute nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in piazza Garibaldi, secondo il rito ortodosso. Denis, di origini ucraine, era nato a Monza ed era cresciuto a Muggiò. La chiesa era gremita di amici, compagni di scuola, coetanei e familiari, in un clima di profonda commozione.


La presenza del mondo del calcio giovanile

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Accanto alla comunità cittadina, numerosa la presenza del mondo sportivo. Compagni di squadra, allenatori e dirigenti della Vis Nova Giussano hanno partecipato alla cerimonia insieme a rappresentanti di altre società calcistiche del campionato Under 17, categoria nella quale Denis militava.

Il club giussanese ha voluto rendere omaggio al giovane portando uno striscione dedicato a “Sheva”, il soprannome con cui Denis era conosciuto nello spogliatoio.


L’ultimo saluto fuori dalla chiesa

Particolarmente toccante il momento conclusivo della cerimonia. All’uscita dalla chiesa, amici e compagni hanno lasciato volare palloncini bianchi e azzurri, in un gesto collettivo di saluto e affetto. Un’immagine che ha sintetizzato il dolore e l’amore di un’intera comunità per un ragazzo scomparso troppo presto.

Denis si è spento nella notte tra domenica e lunedì, lasciando un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma anche tra i tanti amici che lo avevano conosciuto a scuola e sui campi da calcio.


Il messaggio della Vis Nova Giussano

In occasione dei funerali, l’ASD Vis Nova Giussano, insieme alla famiglia, ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno espresso vicinanza e cordoglio.

«La vostra vicinanza – ha scritto la società – ci sforza a ricercare, nella tragedia che ci ha colpito, un senso di unità, umanità ed empatia che a volte crediamo perduto. Un pensiero davvero profondo va a tutti i nostri e i vostri ragazzi, affinché riflettano su quanto accaduto e sappiano che il mondo adulto non chiede altro che ascoltarli e camminare al loro fianco».