Un problema che dura da anni e che negli ultimi mesi si è fatto ancora più intenso. A Bernate, quartiere di Arcore, gli odori molesti continuano a preoccupare residenti e istituzioni.

Comune e BrianzAcque hanno incontrato i cittadini in un’assemblea pubblica per fare il punto sulle indagini. Il risultato? Più consapevolezza, ma nessuna certezza.


Un’indagine complessa tra acqua, aria e aziende

Le verifiche in corso sono articolate e coinvolgono diversi fronti.

Da un lato, il monitoraggio degli scarichi e delle reti idriche. Dall’altro, l’analisi delle emissioni potenzialmente legate alle attività industriali presenti sul territorio.

Nonostante mesi di controlli, non sono emerse criticità evidenti, ma il lavoro proseguirà ancora con nuovi strumenti e campionamenti.


Granarolo sotto osservazione

brianzacque

Tra i principali osservati c’è lo stabilimento Granarolo, già in passato indicato come possibile origine del problema.

L’azienda ha però installato recentemente un impianto di depurazione da 8 milioni di euro, che avrebbe migliorato in modo significativo la qualità degli scarichi.

Secondo i tecnici, l’acqua risulta oggi “pulitissima”, e non sono state rilevate anomalie nei controlli effettuati.


Il ruolo dei cittadini e il monitoraggio diffuso

Per raccogliere dati più precisi, è stato attivato un sistema di segnalazione diretto.

Una trentina di volontari, insieme a rappresentanti del Comune, utilizza un’app dedicata per registrare in tempo reale la presenza degli odori.

Un lavoro capillare che permette di incrociare segnalazioni con dati ambientali e meteorologici.


Il nodo dei fanghi: una pista ancora aperta

Tra le ipotesi più concrete c’è quella legata ai fanghi derivanti dalla depurazione.

Secondo quanto emerso, il materiale viene movimentato più volte al giorno, durante le operazioni di carico sui mezzi di trasporto.

L’apertura del capannone potrebbe essere uno dei momenti critici.

Al momento, però, si tratta solo di una pista: nessuna conferma definitiva.


Tavolo tecnico e prossime tappe

Il 16 aprile è stato attivato un tavolo tecnico con Provincia, Ats, Arpa e BrianzAcque.

È stato fissato un periodo di 45 giorni per raccogliere ulteriori dati, tra segnalazioni e rilevazioni ambientali.

L’analisi complessiva è prevista per l’11 giugno, data in cui si cercherà di arrivare a una sintesi.


Il problema dell’aria resta sullo sfondo

Se sul fronte acqua le verifiche sono avanzate, resta più debole il monitoraggio dell’aria.

Secondo il Comune, Arpa non avrebbe ancora attivato un intervento deciso, nonostante le segnalazioni già a partire da gennaio.

Un punto critico che rischia di rallentare la soluzione del problema.


Disagi quotidiani per i residenti

Nel frattempo, i cittadini continuano a convivere con il disagio.

Odori persistenti, finestre chiuse e una qualità della vita compromessa. Una situazione che, oltre all’aspetto sanitario, inizia a pesare anche sul valore immobiliare della zona.

Il “giallo” resta aperto.

E la risposta, per ora, non è ancora arrivata.