Produzione rallentata e braccia incrociate negli stabilimenti Brugola Oeb di Lissone e Desio. Operai e impiegati hanno aderito venerdì 18 settembre allo sciopero di otto ore proclamato dalle organizzazioni sindacali, che parlano di una partecipazione particolarmente alta.

I dati definitivi sull’adesione non sono ancora disponibili, ma per Fim Cisl e Fiom Cgil il segnale arrivato dai reparti sarebbe netto. Francesca Melagrana, della Fim Cisl Monza Brianza, sottolinea in particolare la partecipazione dei lavoratori del trattamento termico, reparto considerato tra i più importanti dello stabilimento. Anche Claudio Rendina della Fiom Cgil parla di una componente operaia «molto compatta».

Perché i lavoratori hanno scioperato

Alla base della protesta c'è una lunga serie di questioni che i sindacati attribuiscono alla gestione aziendale.

Fim e Fiom contestano innanzitutto la disdetta degli accordi sindacali e delle prassi aziendali, oltre al mancato pagamento, secondo quanto da loro denunciato, di una parte dei premi di risultato. Nel mirino finiscono anche alcuni bonus che sarebbero stati assegnati unilateralmente dall'azienda, senza criteri che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, valorizzino adeguatamente anzianità e professionalità.

Ma il capitolo più delicato riguarda le condizioni di lavoro e la sicurezza.

I sindacati indicano tra le criticità temperature elevate nei reparti produttivi, sistemi di aspirazione dei fumi giudicati insufficienti, problemi alle docce e ai servizi igienici e condizioni ritenute inadeguate nelle aree mensa.

A queste questioni aggiungono il ricorso frequente agli straordinari e una programmazione delle ferie residue che, sempre secondo Fim e Fiom, non garantirebbe adeguatamente il recupero dei lavoratori.

Lo scontro sulle contestazioni disciplinari

Il clima tra rappresentanti dei lavoratori e azienda appare particolarmente teso anche sul fronte disciplinare.

Melagrana e Rendina sostengono che nelle ultime settimane siano aumentate le lettere di contestazione, comprese quelle legate al mancato raggiungimento degli obiettivi di produttività.

I sindacati denunciano inoltre contestazioni che avrebbero riguardato lavoratori aderenti a un precedente sciopero degli straordinari e parlano di una crescente pressione nei confronti del dissenso sindacale.

Si tratta, va precisato, della ricostruzione fornita dalle organizzazioni dei lavoratori. Nel materiale fornito non è presente una replica dell'azienda alle accuse mosse durante la mobilitazione.

Lunedì il confronto in Assolombarda

Il prossimo passaggio è già fissato.

Lunedì sindacati e azienda torneranno a incontrarsi in Assolombarda, in un appuntamento programmato prima dello sciopero. Fim e Fiom hanno confermato la propria presenza e chiedono che il confronto porti risposte concrete, soprattutto sui temi della sicurezza e delle relazioni sindacali.

L'obiettivo dichiarato è arrivare a interventi strutturali nei reparti e ricostruire un rapporto stabile tra azienda e rappresentanti dei lavoratori, aprendo anche una discussione sui sistemi premianti.

Ma il margine di pazienza sembra essersi assottigliato. I sindacati fanno sapere di avere altre iniziative già pronte nel caso in cui dal tavolo di lunedì non dovessero arrivare aperture.

Lo sciopero di venerdì, dunque, potrebbe non essere la conclusione della vertenza. Più probabilmente, almeno nelle intenzioni di Fim e Fiom, è il primo segnale di una partita che negli stabilimenti Brugola è ancora tutta da giocare.