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Dopo aver subìto una pesante sconfitta contro la Reggiana, il Monza deve subito riprendere in mano le redini del gioco e della classifica se non vuole perdere troppo terreno dalle prime. Il prossimo avversario è il Venezia, squadra attualmente in zona play-off e che, grazie al tecnico Paolo Zanetti, sta mostrando di poter fare male al Monza. In occasione della partita, abbiamo intervistato Simone Bianchi, 47enne veneto e figlio di un calciatore che ha militato in squadre come Inter, Alessandria e lo stesso Venezia. Svolge il lavoro di giornalista da 27 anni, nasce sportivo, si occupa anche di cronaca e arriva a diventare direttore di diverse riviste specializzate in ambito sportivo. Segue il Venezia da 16 anni e da 25 anni collabora con La Nuova Venezia.

Simone, cosa si aspetta da questa Serie B quest’anno, vista l’emergenza sanitaria?

Io mi aspettavo tantissimo da questa Serie B e me l’aspetto tuttora. Credo che, mai come negli ultimi anni, ci siano nomi blasonati e società di peso e impatto, come lo stesso Monza di Berlusconi e Galliani che va calcolato tra le favorite per budget, esperienze manageriali e team. Si sa che la Serie B è un campionato di incertezze: se si vincono 2 partite si può scalare la classifica e se si perdono si può finire in zona retrocessione dal tanto a volte il distacco è minimo.

E sulla classifica invece cosa mi può dire?

Nella parte medio alta della classifica il divario è minimo e credo che ci sarà battaglia fino alla fine, mentre vedo maggiori difficoltà per la parte bassa, come Entella, Cremonese e Ascoli, squadre forse meno attrezzate ma ancora in gioco in vista soprattutto del mercato di gennaio.

Quanto sta incidendo il Covid nel campionato?

Innanzitutto mancano i tifosi e il fattore campo ne risente molto. Il Covid poi è un’incertezza non trascurabile: si possono sbilanciare gli equilibri in campo da una giornata all’altra in maniera imprevedibile e questa cosa rischia di rimescolare le carte in continuazione.

Quanto al Venezia: quali sono gli obiettivi?

Il Venezia sicuramente non è partito con obiettivi di alta classifica ma per disputare un campionato onorevole. C’è un grande cambiamento rispetto agli altri anni e che, confrontandomi con la società, ha portato un grande beneficio: abbiamo giocatori con contratti a 2,3, e anche 4 anni.

Cosa significa questo?

A livello psicologico tantissimo: mi sono confrontato con i dirigenti e, avere contratti così lunghi, è importante per i giocatori perchè si sentono parte di un progetto ed è una cosa favorevole in vista della costruzione della squadra.

Le piace come gioca la squadra?

A quanto pare sembra che sia risolto il problema del gol con giocatori come Forte e Ceccaroni; unito a questo, grazie alla tipologia di gioco di Zanetti, molto più propositivo, si vedono molti inserimenti dei centrocampisti in area, un gran gioco sulle fasce e tanti cross in area che permettono agli attaccanti di finalizzare.  

Rispetto allo scorso anno quindi è un Venezia diverso?

Sicuramente si perché l’anno scorso aveva molto possesso palla ma spesso sterile. Zanetti, senza snaturare la squadra, ha aggiunto elementi più offensivi che hanno solo che giovato e completato la squadra. Lezzerini credo che si stia dimostrando come il portiere migliore del campionato e molto dipenderà dal mercato di gennaio.

A cosa si riferisce in particolare?

Sicuramente all’incognita Maleh, cercato da molte squadre e che non ha rinnovato il contratto. Bisognerà vedere se verranno aggiunti tasselli ulteriori e se si perderà qualche giocatore per strada a gennaio. Io credo però che questa squadra possa arrivare tranquillamente alla fine del campionato.

Che idea si è fatto di questo Monza?

Ammetto che ho visto solo highlights e nulla di più: se mi dovessi basare sulla classifica e sui dati vedo che in difesa non ci sono grosse difficoltà, quanto invece nella fase di attacco e credo che il nuovo acquisto Balotelli sia stato fatto proprio per sanare questo divario. Non entro nelle idee di Brocchi o della società ma ci tengo a precisare senza luoghi comuni che la Serie B non c’entra nulla con la Serie A.

Come mai sostiene questo?

Perché ci sono molte squadre che dalla C sono passate alla B e poi hanno fatto il salto in Serie A, ma altre squadre che partivano con grandi nomi e con corazzate ma che poi si sono arenate nella prima parte di campionato. Alla lunga spero che il Monza possa venire fuori perché altrimenti sarebbe una stagione fallimentare ma si sa che Galliani e Berlusconi non lavorano per fallire, tutt’altro. In Serie B il gioco è diverso, si ha un passo molto più veloce e intenso rispetto alla Serie A ed è qui che arrivano le prime difficoltà per alcuni giocatori che, provenendo dalla Serie A, si sentono spaesati perché abituati più alla tattica che al gioco.

Che partita si aspetta di vedere?

Io mi auguro che sia una bella partita: il Venezia sta giocando bene e l’ha dimostrato nelle precedenti partite. Fortunatamente non ha più il problema del giocare in casa, perché lo scorso anno perdeva spesso. Ora è tutto più equilibrato come migliore è il rendimento. Sono curioso di vedere il Monza giocare perché non mi aspetto di vedere una squadra che si chiude in difesa e parte in contropiede. Mi aspetto un Monza propositivo e con la voglia di riscatto dopo la sconfitta subìta a Reggio Emilia. Spero di vedere una bella partita, chiunque la spunti.