adorf

È morto a 95 anni Mario Adorf, attore svizzero tra i più noti e versatili del panorama europeo. Si è spento mercoledì 8 aprile nel suo appartamento a Parigi, dopo una breve malattia. La notizia è stata annunciata dal suo storico manager Michael Stark e confermata dalle principali agenzie di stampa tedesche.

Considerato uno degli interpreti più popolari della Germania, Adorf lascia un’eredità artistica imponente, costruita in una carriera che ha superato i 200 film tra cinema e televisione.

Una carriera tra generi e grandi registi

Capace di muoversi con naturalezza tra ruoli diversi, Adorf ha interpretato mafiosi, uomini di potere, personaggi dell’alta società e figure legate alla legge. Una versatilità che lo ha reso un punto di riferimento del cinema europeo.

Nel corso della sua carriera ha lavorato con registi di primo piano come Sam Peckinpah, Dario Argento, Luigi Comencini, Billy Wilder, Rainer Werner Fassbinder e Claude Chabrol, attraversando generi e cinematografie diverse.

Tra i film girati in Italia si ricordano A cavallo della tigre (1961) di Comencini e La mala ordina (1972) di Fernando Di Leo, uno dei titoli simbolo del poliziesco italiano.

Dagli esordi ai ruoli iconici

Nato a Zurigo l’8 settembre 1930, figlio di un chirurgo calabrese e di un’infermiera tedesca, Adorf raggiunse la notorietà già nel 1957 interpretando un assassino nel film Ordine segreto del III Reich.

Negli anni successivi venne spesso scelto per ruoli da antagonista, ma seppe ampliare il proprio repertorio anche grazie a film tratti da opere letterarie importanti come Il caso Katharina Blum e Il tamburo di latta.

Il legame con il cinema italiano

Il rapporto con il cinema italiano è stato particolarmente intenso. Negli anni Sessanta e Settanta ha preso parte a numerose produzioni, collaborando con registi come Antonio Pietrangeli, Valerio Zurlini e Dario Argento.

Nel 1970 è protagonista del thriller L’uccello dalle piume di cristallo, mentre negli anni Settanta diventa uno dei volti del poliziottesco con film come Milano calibro 9 e La polizia ringrazia.

Tra rifiuti eccellenti e nuove sfide

Nel corso della sua carriera Adorf rifiutò anche ruoli in produzioni destinate a diventare iconiche, tra cui Il Padrino, Il mucchio selvaggio e Uno, due, tre!.

Negli anni Ottanta lavorò con Werner Herzog nel progetto Fitzcarraldo, poi ripartito con un altro cast, continuando comunque a collaborare con grandi registi europei.

Televisione, teatro e riconoscimenti

A partire dagli anni Ottanta concentrò parte della sua attività sulla televisione, partecipando a produzioni di successo come La piovra 4, Marco Polo e Fantaghirò.

Parallelamente si dedicò anche al teatro, alla scrittura e al doppiaggio. Nel 2006 è stato votato tra i più grandi attori tedeschi di sempre, mentre nel 2016 ha ricevuto il Pardo d’onore alla carriera al Festival di Locarno.

La vita privata

Adorf è stato sposato con l’attrice Lis Verhoeven, da cui ha avuto la figlia Stella. Dal 1985 era legato a Monique Faye. Ha vissuto a lungo in Germania, dove aveva ricevuto anche la cittadinanza onoraria della città di Mayen.

I funerali

Al momento non sono stati resi noti dettagli sui funerali. Le modalità e i tempi delle esequie verranno comunicati dalla famiglia, che provvederà a informare nei modi e nei tempi ritenuti più opportuni.

La sua scomparsa segna la fine di una stagione importante del cinema europeo, lasciando un patrimonio artistico vasto e riconosciuto a livello internazionale.