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Una straripante Inter espugna il Maradona e si riprende la vetta della classifica, lasciata alla sparagnina Juventus che aveva vinto a Monza venerdì sera in un emozionante finale. Gli uomini di Inzaghi soffrono la verve del Napoli, ma il gol nel recupero del primo tempo di Calhanoglu ha l'effetto di sedare l'entusiasmo partenopeo. Nella ripresa, dopo una grandissima parata di Sommer su Kvaratskhelia, è Barella a chiudere i conti slalomeggiando nell'area dei fu Campioni d'Italia. Usiamo questa espressione perché la vittoria nerazzurra sa tanto di passaggio di consegne, anche se i tifosi juventini non saranno d'accordo.

I bianconeri vincono a Monza al termine di una partita dalle diverse facce. Condotta con serenità per 60 minuti, grazie al gol iniziale di Rabiot, vissuta in trincea per una trentina di minuti, pur senza subire pericoli, pareggiata dai brianzoli con la parabola di Valentin Carboni e ribaltata da Gatti, di rabbia, all'ultimo respiro. Il divario tra Juve e Inter appare netto, ma quello che è vero a dicembre non è detto lo possa essere nei mesi successivi.

Si riaccende la bagarre Champions e se il Milan si stacca leggermente dalla lotta per il quarto posto, le romane, la Fiorentina e il Bologna si avvicinano pericolosamente al Napoli. Gli uomini di Motta recriminano per un rigore dato a tempo scaduto al Lecce, altrimenti avrebbero agganciato la quarta piazza. La Roma vince e convince a Sassuolo, seppur dopo essere passata in svantaggio, la Viola dilaga su una Salernitana indiziata principale, a oggi, verso la discesa diretta. La Lazio ringrazia Provedel che conserva l'1 a 0 sul Cagliari con una straordinaria parata su Pavoletti al 94esimo. Manca all'appello solo l'Atalanta, sconfitta nettamente a Torino dalla squadra di Juric, che inizia a sentire profumo d'Europa.

Dietro, si salva in extremis il Verona che recupera due volte l'Udinese e non perde distacco da Empoli e Genoa che si dividono la posta nello scontro di sabato pomeriggio a Marassi. 

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