Ci sono rivalità che nel calcio restano confinate ai cori e agli sfottò da stadio. Altre, invece, finiscono per uscire dai confini del tifo e approdare nelle aule giudiziarie. È il caso di quanto accaduto attorno alla sfida tra Monza e Como, derby molto sentito soprattutto a livello ultras.

Negli ultimi mesi la tensione tra le tifoserie è tornata al centro dell’attenzione non tanto per episodi di violenza, quanto per una vicenda che coinvolge politica, discriminazione e social network. Un caso che ha attirato anche l’intervento della magistratura.

La questione ruota attorno a volantini, adesivi e cori comparsi durante una partita disputata all’U-Power Stadium, materiale che secondo gli investigatori avrebbe superato il limite dello sfottò calcistico.

A far discutere è soprattutto il riferimento a Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, e il significato attribuito alla frase utilizzata da alcuni tifosi biancorossi.

Tifosi Monza

Monza, tifoso indagato per odio razziale dopo Monza-Como

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, un ultras del Monza di 40 anni è stato formalmente indagato con l’accusa di diffamazione aggravata dall’odio razziale. L’inchiesta riguarda alcuni volantini e adesivi con la scritta «Comasco Schlein», comparsi durante la partita tra Monza e Como del 5 aprile 2025.

La procura contesta che l’espressione utilizzata facesse riferimento, “in chiave dispregiativa”, alle origini ebraiche della famiglia del padre della leader del Pd. Negli atti dell’indagine, coordinata dalla Digos di Monza, la frase viene collegata al significato di «comasco ebreo», interpretato come insulto rivolto ai rivali lariani.

Durante il post partita, mentre i giocatori del Como si trovavano sotto il settore ospiti per il defaticamento, il tifoso avrebbe mostrato un foglio A4 con il volto della segretaria dem in maglia biancoblù e la scritta contestata, “urlando il nome della deputata a mo’ di coro di scherno contro gli avversari”, come riferito nell’articolo del quotidiano milanese.

Elly Schlein presenta querela: adesivi e volantini anche in città

La vicenda è poi proseguita fuori dallo stadio. Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, la stessa immagine sarebbe stata diffusa sui social, in alcuni video pubblicati su un canale YouTube riconducibile alla tifoseria monzese.

Inoltre, gli adesivi con la scritta «Comasco Schlein» sarebbero comparsi anche in varie zone della città, appiccicati su pali e cartelli stradali. A segnalare pubblicamente il caso era stata già all’epoca la consigliera comunale del Pd Sarah Brizzolara.

La segretaria del Pd, attraverso l’avvocato Andrea Gaddari, ha presentato querela il 30 maggio scorso presso gli uffici della polizia di Bologna. Nell’esposto viene richiamato anche il precedente del 2017 degli adesivi con Anna Frank e la maglia della Roma, comparsi durante il derby della Capitale.

La difesa del tifoso del Monza respinge le accuse di antisemitismo

Negli scorsi giorni la procura ha chiuso formalmente le indagini nei confronti del 40enne monzese. Il tifoso è difeso dall’avvocato Francesco Tettamanzi, che ha annunciato la richiesta di essere ascoltati dagli inquirenti.

Chiederemo di essere ascoltati dagli inquirenti — ha riferito il legale — in quella sede il mio assistito, che respinge le accuse di antisemitismo, intende chiarire la sua posizione.

L’accusa contestata resta quella di diffamazione aggravata dall’odio razziale, reato che prevede pene fino a quattro anni di reclusione.