Un centinaio di persone in piazza per il corteo per il clima che nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre 2026 ha attraversato Monza. La mobilitazione, promossa da Fridays For Future, ha riunito diverse realtà ambientaliste e associative, portando al centro della protesta il consumo di suolo, l'emergenza climatica e il futuro del Bosco di via Grigna, nell'area dell'ex caserma IV Novembre.

Tra gli elementi più visibili della manifestazione gli striscioni contro il taglio del bosco e le politiche urbanistiche contestate dai comitati. Il corteo ha interessato le strade cittadine, con modifiche temporanee alla viabilità.

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Corteo per il clima a Monza, la partecipazione e le associazioni presenti

La mobilitazione è stata promossa da Fridays For Future nell'ambito dello sciopero nazionale per il clima. Tra le realtà segnalate alla manifestazione figurano Amnesty International, FOA Boccaccio, Asia e il Coordinamento dei comitati e delle associazioni di Monza, insieme agli ambientalisti.

La partecipazione avrebbe messo insieme almeno un centinaio di persone. Si tratta comunque di una valutazione raccolta sul posto, non di un conteggio ufficiale delle presenze.

La manifestazione era stata annunciata con partenza alle 15 da piazza Trento e Trieste e un percorso in bicicletta attraverso alcuni luoghi simbolo delle trasformazioni urbane cittadine. Il programma prevedeva tappe all'ex Buon Pastore, al punto di ristoro di Zeguina e all'Iperal del Rondò dei Pini, prima dell'arrivo al Bosco di via Grigna.

Lo striscione sotto il Comune e la protesta contro il taglio del bosco

Uno dei momenti segnalati durante la mobilitazione ha riguardato lo striscione collocato sotto l'ingresso del Comune, in corrispondenza dell'ufficio del sindaco. Un messaggio che ha portato la contestazione direttamente davanti alla sede dell'amministrazione cittadina.

Tra gli striscioni esposti, quello del Coordinamento dei comitati e delle associazioni di Monza riportava una richiesta esplicita: «No al taglio del bosco - Consumo di suolo zero!» (visibile in foto di copertina).

Altri messaggi avevano un tono più politico e rivendicativo: «Voi la malattia, noi la cura. Voi il veleno, noi l'antidoto. Voi l'oppressione, noi la rivoluzione. Voi il fascismo, noi la resistenza!» (visibile nella foto qui allegata). Su un altro striscione si leggeva: «Il fuoco non si è spento, siamo qui per cambiare le cose».

Il riferimento principale resta il progetto previsto nell'area dell'ex caserma IV Novembre, dove sono programmati uno studentato, il capolinea della metropolitana M5 e un grande parcheggio. I comitati ambientalisti contestano l'impatto dell'intervento sul verde e hanno chiesto di individuare altre aree dismesse per realizzare lo studentato.

La conclusione del percorso al Bosco di via Grigna, prevista dal programma della manifestazione, rappresenta quindi il collegamento più diretto tra lo sciopero nazionale e le questioni urbanistiche al centro del confronto cittadino.

L'intervento sotto il Comune: clima, guerre e accesso alle risorse

Nel corso di un intervento pronunciato sotto il Comune, uno dei partecipanti ha collegato l'emergenza climatica ai conflitti internazionali e alla competizione per il controllo delle risorse naturali. Nel discorso sono stati richiamati temi come l'accesso all'acqua e al cibo, le tensioni geopolitiche e le conseguenze dei disastri ambientali.

L'oratore ha inoltre citato una stima di 20 milioni di morti climatiche all'anno, sostenendo che il dato potrebbe crescere cumulativamente fino a un miliardo entro il 2050 in assenza di un'inversione di rotta. 

Il messaggio dei manifestanti ha così esteso la protesta oltre i singoli interventi urbanistici, richiamando la necessità di affrontare insieme emergenza climatica, consumo di suolo e accesso alle risorse essenziali.

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