Gioco, borbenost e Varela gol: un Monza d'essai batte 2-1 il Sassuolo e fa 3 punti pesanti
La squadra di Juric conquista la prima vittoria stagionale nello stesso giorno del primo successo storico in A contro la Juventus (2022). Tornqvist cuore d'acciaio para tutto, Matador Varela segna. L'analisi del match
"Indirizzare bene una palla e riceverla con altrettanta disinvoltura costituisce il maggior merito di chi la gioca. Il football in particolare esige abilità giocolieristica e vigore atletico non disgiunto da coraggio in senso attivo e passivo".
Nel calcolo infinitesimale delle cronache di (e sul) calcio, i racconti di Gianni Brera sono un patrimonio culturale da custodire gelosamente. Il suo periodare vigoroso, condito da un linguaggio fondativo e graffiante, rivive nella quotidianità, ritrovando connessioni attualissime con il pallone moderno.
Oltre all'agonismo, alle qualità tecniche e al gioco, nel calcio conta il coraggio attivo e passivo, scandito nelle due fasi di possesso e non possesso. Questione di atteggiamento e mentalità, principi che un allenatore trasmette al suo gruppo edificando l'identità. Ed è tutto quello che serve - insieme al miglioramento costante e alla capacità di correggere gli errori - per provare a vincere le partite, sfruttando il gioco per raggiungere il risultato.
Il Monza sta cercando di fare proprio questo, con i principi di Ivan Juric piantati all'interno di una squadra che mira con forza a restare in A. E non a caso il primo successo stagionale al Brianteo arriva nello stesso giorno in cui i biancorossi vinsero la loro prima gara assoluta in massima serie: era il 18 settembre 2022, in panchina sedeva Raffaele Palladino, a firmare il gol decisivo fu Christian Gytkjaer nell'1-0 contro la Juventus.
Quattro anni dopo c'è uno spirito che rievoca le medesime vibrazioni, con un altro mister di scuola gasperiniana, lo stesso sistema di gioco e un nuovo vichingo in rosa. Non danese, ma svedese: è Noel Tornqvist, portiere dal cuore d'acciaio, determinante nell'economia della partita. Le sue parate tengono vivo il Monza, capace nella ripresa di ribaltare il piano gara e assumere l'iniziativa.

Obiettivo salvezza, missione possibile
Nel primo tempo, dopo l'ottimo avvio dei biancorossi e due occasioni di fila sciupate, gli emiliani iniziano a prendere in mano le operazioni. Come? Sfruttando il palleggio per rompere le linee avversarie e sparigliare le carte.
Il Sassuolo sintonizza il suo calcio in FM, gestendo sapientemente la modulazione di frequenza: sa quando abbassare il baricentro e il ritmo, ma anche quando attaccare la profondità, lavorando in ampiezza o in verticale per creare situazioni pericolose. Matic è il metronomo. Esposito il raccordo. Le due ali, Laurienté e Berardi, a piede invertito occupano le zone alte del campo presidiando le righe. Thorstvedt è il collante per liberare gli spazi e regolare il tempo. Tutto funziona scientificamente, con Aquilani che ha inserito i suoi concetti in un gruppo che si nutre delle stesse idee, radicate da anni nella filosofia del club.
Un'impronta precisa che i neroverdi portano su tutti i campi a prescindere dalle categorie, anche al Brianteo cinque giorni dopo la clamorosa vittoria al Mapei contro la Juventus.
L'azione manifesto del Sassuolo coincide con l'azione più bella e la parata migliore del match: Muric disegna un tracciante per Esposito che di esterno destro apre per Doig il quale lancia a sinistra Laurienté. L'assist del francese nel mezzo per Berardi è perfetto, ma sul tap-in del 10 neroverde Tornqvist fa un vero e proprio miracolo, neutralizzando con la mano destra il pallone. Riflesso micidiale dell'estremo difensore biancorosso, che vanifica l'orchestrazione degli ospiti, abili a ribaltare il campo con 4 passaggi in 10 secondi.
Il Monza fatica ad esprimersi, mentre il Sassuolo macina calcio, confezionando diverse occasioni per andare in vantaggio. Ma il fortino brianzolo non cade e lo 0-0 è il parziale migliore per andare al riposo e riprogrammare la ripresa. Juric corregge le scalate e accentra Robinson nel perimetro di Matic, nel tentativo di imbrigliare la fonte di gioco avversaria. Una mossa azzeccata che consente ai biancorossi di guadagnare metri, spinta ed equilibrio. Kouadio, Lucchesi e Carboni giganteggiano nelle retrovie, Foe Ondoa entra benissimo (al posto di Akinsanmiro) e fa da filtro, bilanciando la mediana e proteggendo la difesa. Cresce anche Folorunsho, più aggressivo in fase di interdizione sul portatore di palla avversario. E poi c'è Gustavo Varela, O Matador, il cui impatto in Italia è stato devastante. Doppietta davanti alla Curva Pieri - colpo di testa sbucciato da Muric e rigore chirurgico all'angolino - ed esultanza da urlo per il 9 portoghese, al quarto centro in 4 presenze nelle prime 5 giornate di campionato. Il riff è lo stesso assegnato a Maurizio Ganz negli anni d'oro: El segna semper lu.
All'87' Adzic accorcia le distanze con un gol capolavoro su punizione, in pieno recupero Bowie scheggia l'incrocio dei pali sfiorando il pareggio. Ma al triplice fischio finisce 2-1, con il Monza che conquista tre punti pesantissimi nel suo stadio.

Portiere para, attaccante segna
Se c'è una cosa che emerge più di altre in Ivan Juric è la comunicazione assertiva: concetti chiari, schietti e senza fronzoli.
Il paradigma di Juric è anche la sintesi più precisa sul gioco del calcio: portiere para, attaccante segna. Echi di Boškov riaffiorano nel modo di interloquire dell'allenatore biancorosso, mai banale nel dire ciò che va detto al momento giusto. Una formula semplice, ma efficace che racchiude ciò che occorre per salvarsi.
Alla vigilia aveva chiesto di inserire il bornebost, termine croato (più di Zagabria e meno di Spalato, come precisa il Mister) che invoca lo spirito combattivo, l'agonismo e la voglia di raggiungere il risultato. Detto, fatto: il Monza ascolta il suo tecnico e aggiunge quella cattiveria che, nelle prime quattro gare, era venuta un po' meno, non solo in fase difensiva ma anche sotto porta.
Compattezza, solidità, cinismo: contro il Sassuolo, i biancorossi raccolgono più di quanto seminato, riscuotendo il credito accumulato nelle partite precedenti, compreso l'errore di Muric che fa il paio con quello di Thiam contro l'Udinese.
Una vittoria che dà morale, fiducia e consapevolezze al gruppo, dove freschezza e imprevedibilità corrono sugli stessi binari della fame.
Il Monza vuole far bene e ha tutto quello che serve per dimostrarlo, con tanti giovani che, seppur con poche apparizioni in A, stanno accumulando esperienza e crescendo insieme alla squadra. Tra questi Kouadio, premiato da Mancini con la prima chiamata in Nazionale maggiore.
Ora c'è la sosta: tre settimane per proseguire il lavoro, recuperare gli infortunati e portare in condizione gli ultimi acquisti. L'11 ottobre il Monza ripartirà dall'Olimpico nel match contro la Lazio: Juric spera di avere più elementi a disposizione per provare a mettere in difficoltà una squadra superiore sulla carta. Ma nel calcio, la carta vale solo nei pronostici: l'unico verdetto è quello del campo.
Avanti con entusiasmo, risolutezza e spensieratezza: con la giusta leggerezza mentale, questo Monza può regalare emozioni.
Andrea Rurali



