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In un contesto internazionale sempre più attraversato da tensioni, conflitti armati e prese di posizione contrapposte, anche le comunità locali sentono il bisogno di esprimere il proprio punto di vista. La pace, per molti, non è un concetto astratto ma una responsabilità collettiva, che passa anche dai territori e dalle piazze.

Negli ultimi anni, iniziative simboliche e manifestazioni silenziose sono diventate strumenti per richiamare l’attenzione sui rischi di un’escalation globale. Candele, striscioni e camminate condivise assumono così un valore che va oltre il singolo evento.

È in questo clima che la società civile e le forze politiche locali cercano di riaffermare principi come il rispetto del diritto internazionale e il ruolo delle istituzioni sovranazionali. Un messaggio che guarda lontano, ma che parte dal cuore delle città.

Fiaccolata per la pace a Monza
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Fiaccolata per la pace a Monza: il corteo nel centro storico

Nella serata di lunedì Monza ha ospitato una fiaccolata per la pace, promossa dal PD Monza e dal PD Monza e Brianza, con un corteo che ha attraversato il centro cittadino. La manifestazione è partita da Largo Mazzini per poi concludersi in Piazza Roma, davanti all’Arengario, con candele accese e striscioni recanti la scritta “basta guerre”.

L’iniziativa è nata come risposta all’attacco militare al Venezuela, definito dagli organizzatori un evento capace di rappresentare “un enorme rischio per lo scenario internazionale”. Al centro della mobilitazione, la volontà di ribadire un netto rifiuto della violenza come strumento di risoluzione delle controversie tra Stati.

PD Monza e Brianza e la condanna delle guerre e delle violazioni

Alla base della fiaccolata per la pace a Monza c’è una posizione chiara espressa nei comunicati ufficiali del PD Monza e Brianza.

«Le bombe e la violenza non possono essere la via né per la democrazia né per la soluzione delle controversie tra gli Stati. Sebbene condanniamo il regime di Maduro, ci troviamo altresì profondamente indignati dalla grave violazione del diritto internazionale».

Un messaggio che unisce la critica ai regimi autoritari alla ferma opposizione all’uso unilaterale della forza militare. Secondo i promotori, il rischio è quello di alimentare nuovi conflitti e destabilizzare ulteriormente un equilibrio geopolitico già fragile.

ONU e tribunali internazionali al centro dell’appello

Durante la manifestazione è stato ribadito anche il ruolo centrale delle istituzioni sovranazionali. 

«Ancora una volta chiediamo che l’ONU e i tribunali internazionali siano il luogo dove vengono discussi i comportamenti degli Stati e giudicate le persone responsabili di infrazione delle norme. Che l’Europa sia in prima linea assieme all’Italia nel rinforzare il potere di queste istituzioni».

La fiaccolata per la pace ha voluto così richiamare l’attenzione su una visione multilaterale della politica internazionale, in cui il dialogo e il diritto sostituiscano le armi.

Dall’Ucraina alla Palestina, il messaggio che va oltre il Venezuela

Il significato dell’iniziativa monzese non si è limitato al solo Venezuela. Nel comunicato dei promotori, infatti, l’appello si estende a tutti i teatri di guerra attualmente aperti: 

«Vogliamo la fine di tutti i conflitti in corso. Dall’Ucraina alla Palestina, passando per il Sudan e il Venezuela. Il fiume di sangue deve fermarsi, ovunque».

Una camminata silenziosa nel cuore di Monza, dunque, per ribadire che la pace non è neutralità, ma una scelta attiva di giustizia, diritto e responsabilità internazionale.

Fiaccolata per la pace a Monza
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