5 secondi per non mollare mai: Alex Zanardi, maestro di vita e di sport
Arciere di speranza, un gigante dal cuore grande: ci lascia a 59 anni l'immenso Alex Zanardi.
“Quante volte m'è successo di voler mollare, sfinito... Poi ti dici, 'ancora cinque secondi!'... Non sempre, ma è successo che riaprendoli li ho visti indietro, avevano mollato loro!".
La regola dei 5 secondi, quella da applicare nella vita e in ogni ambito. Anche quando l’istinto suggerisce la parola. Contare fino a 5 (o magari a 10) non è solo una tecnica di autocontrollo, ma un modo per far prevalere la testa sulla pancia. Perché tutto parte dal cervello, indomabile inside out di emozioni.
Alex Zanardi ci ha insegnato a guardare avanti, sempre e comunque, perché la vita è una montagna in salita da scalare. È nelle difficoltà che si misurano gli uomini, con il loro carattere e la loro forza, quella di non mollare mai.
Perché chi cede è perduto. Chi inizia a contare, invece, non sarà mai sconfitto.

Alex Zanardi, un esempio di forza e coraggio
Zanardi si è messo in gioco sempre, nonostante l’incidente, la carriera sospesa da pilota e di un mondo collassato all'improvviso.
Alex ha preso quello che la vita gli ha dato ed è rinato, ha trovato l’energia per ripartire, si è reinventato e da atleta paralimpico è tornato a vincere. Lavorando sodo, ogni singolo istante. Perché la vittoria è sempre stata la sua dimensione. La sua vera natura. Un vincente di testa, con una mentalità che va oltre i limiti e dimostra quanto nulla sia impossibile.
Un campione straordinario, fuoriclasse dal cuore d’oro, un vate virgiliano per tutti coloro che decidono di fare sport e di farlo nel modo giusto. Con testa, anima, passione. E ancora: amore per se stessi (e per gli altri), professionalità e abnegazione.
Mollare mai, crederci sempre
Zanardi lascia un vuoto immenso, ma la sua storia è fonte e foce di insegnamento: imparare a combattere, avere coraggio e accettare ciò che arriva, dai successi alle sconfitte. Sempre.
Si è spento il 1° maggio 2026 a Bologna, all'età di 59 anni, nello stesso giorno e nel medesimo luogo dove Ayrton Senna perse la vita nel 1994. Le onde del destino.
Una data che accomuna le leggende. Lo spazio riservato ai miti senza tempo e alle figure immortali, come Cruijff, Pelè e Maradona.
La sua memoria va onorata: le sue testimonianze sono un patrimonio prezioso per andare avanti.
Perché “se tieni duro, a volte accadono delle cose che ricostruiscono il tuo coraggio, la fiducia in te stesso”.
Buon viaggio Alex, maestro di vita e arciere di speranza.
Di Andrea Rurali



