Crisi imprese, in Lombardia tornano i numeri del 2019: cosa sta succedendo
In Lombardia 572 liquidazioni giudiziali nei primi tre mesi del 2026. Commercio e servizi i settori più colpiti.
Le imprese lombarde tornano a fare i conti con una fase di forte difficoltà economica. Nei primi tre mesi del 2026 in regione sono state registrate 572 liquidazioni giudiziali, con un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In media, oltre sei aziende al giorno hanno avviato la procedura che dal 2022 ha sostituito il vecchio fallimento.
A fotografare la situazione è il nuovo report di Cribis, società specializzata nelle informazioni commerciali e nell’analisi del sistema imprenditoriale.
Commercio e servizi i comparti più colpiti
Secondo il report, a soffrire maggiormente sono soprattutto commercio e servizi, considerati i settori più esposti alla debolezza della domanda interna e alle difficoltà di accesso al credito.
Nel primo trimestre del 2025 le liquidazioni giudiziali in Lombardia erano state 480. Quest’anno il numero è salito di 92 unità.
L’industria, pur in un contesto complicato, sembra invece reggere meglio rispetto ad altri comparti economici.
Monza, Bergamo e Sondrio tra le province con gli aumenti più forti
Il peggioramento interessa nove province lombarde su dodici.
Tra gli aumenti più marcati spiccano Sondrio, che passa da 4 a 7 liquidazioni (+75%), e Bergamo, salita da 44 a 70 procedure (+59%).
A Monza e Brianza le liquidazioni giudiziali crescono da 28 a 46, con un incremento del 39%.
In aumento anche Milano, che passa da 228 a 267 casi, oltre a Brescia, Como, Varese, Pavia e Lecco.
In controtendenza invece Cremona, Lodi e Mantova, dove le procedure risultano in diminuzione rispetto al 2025.
“Oggi conta più la liquidità del fatturato”
Secondo Marco Preti, amministratore delegato di Cribis, il dato segna il ritorno ai livelli registrati nel 2019, prima delle misure straordinarie che avevano sostenuto il sistema produttivo durante gli anni più difficili.

Preti sottolinea come oggi il vero discrimine per la sopravvivenza delle imprese non sia soltanto il fatturato, ma soprattutto la capacità di gestire la liquidità e mantenere equilibrio finanziario.
A pesare sarebbero domanda debole, costo elevato del credito e incertezza economica internazionale.
Il nodo dell’accesso al credito
Le difficoltà emergono anche sul fronte bancario.
Secondo una ricerca di Format Research per Confcommercio Bergamo, negli ultimi sei mesi il 20% delle imprese ha chiesto nuova liquidità alle banche.
Tuttavia meno della metà delle richieste sarebbe stata accolta integralmente, con tempi di risposta lunghi e importi spesso inferiori rispetto a quelli richiesti dalle aziende.



