Kimi Antonelli posa con il casco dedicato a Valentino Rossi
Kimi Antonelli posa con il casco dedicato a Valentino Rossi

Settantatré anni di attesa sono finiti. Andrea Kimi Antonelli è Campione del Mondo di Formula 1 e il successo del giovane pilota italiano ha acceso l’entusiasmo anche ai vertici dell’automobilismo nazionale.

Tra i primi a celebrare il trionfo di Kimi sono stati Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club d’Italia, e Pietro Meda, presidente di Automobile Club Milano.

Due interventi che sottolineano non soltanto il valore sportivo del titolo, ma anche il significato simbolico di una vittoria che riporta il tricolore sul tetto della Formula 1 dopo l’ultimo successo iridato italiano firmato da Alberto Ascari.

La Russa: “L’Italia è tornata”

Geronimo La Russa ha seguito direttamente l’appuntamento decisivo dall’Autodromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico.

Le sue parole raccontano tutta l’emozione per un risultato atteso da oltre sette decenni.

Geronimo La Russa
Geronimo La Russa

“L'Italia è tornata. Oggi non celebriamo solo un campione: celebriamo la fine di un'attesa durata troppo tempo. Come Automobile Club d'Italia e come Federazione sportiva dell’automobilismo, urliamo forte ‘Grazie Kimi’. Grazie per aver riportato il tricolore in vetta alla classifica iridata della Formula 1. Un tricolore che interpreta in maniera forte e importante l’orgoglio nazionale”.

Il presidente ACI ha voluto allargare i ringraziamenti a tutte le persone che hanno accompagnato Antonelli durante il proprio percorso.

“Un ringraziamento che va anche alla sua famiglia, al suo team, alla Mercedes e a tutti coloro che, nel tempo, hanno creduto in questo immenso talento azzurro. Oggi Kimi mette fine a 73 anni di attesa e ci restituisce una fantastica soddisfazione”.

Il percorso di Kimi dall’ACI Team Italia alla Formula 1

La Russa ha posto particolare attenzione anche al percorso sportivo di Antonelli e al legame con la Federazione.

“Kimi è espressione del nostro territorio. Un ragazzo solare, che ha iniziato su un kart, con licenza ACI Sport. Che ha vinto il Campionato italiano. Che è stato selezionato dalla nostra Nazionale ACI Team Italia. La sua vittoria inorgoglisce il Paese e la nostra Federazione, dimostrando che il talento in Italia c’è”.

Un riferimento importante alla crescita di Antonelli, partito dal karting prima di imporsi nelle categorie propedeutiche e arrivare rapidamente fino alla Formula 1.

Il successo mondiale diventa così anche una conferma della qualità del percorso di formazione dell’automobilismo italiano e del lavoro svolto per sostenere i giovani talenti.

La Russa ha chiuso con un messaggio molto netto.

“Antonelli ha demolito a suon di record e di vittorie la narrazione che non vincevamo più, facendo gioire non solo i tifosi, ma l’intero Paese”.

Meda: “Una pagina di storia memorabile”

Grande soddisfazione anche da parte di Pietro Meda, presidente di Automobile Club Milano.

“Oggi l'Italia dei motori ha scritto una pagina di storia memorabile. Vedere Kimi Antonelli conquistare il titolo mondiale di Formula 1 è stata un'emozione straordinaria. Un campione del mondo italiano mancava in Formula 1 dalla doppietta di Alberto Ascari: un'attesa durata 73 anni che finalmente è terminata”.

Pietro Meda
Pietro Meda

Per Meda, il titolo mondiale non è arrivato per caso, ma rappresenta il risultato di un percorso costruito attraverso talento, lavoro e continuità.

“Il successo di Kimi non è frutto del caso, ma della determinazione, della classe cristallina e della cultura del lavoro che ha saputo esprimere fin dai primi passi sui kart”.

Un esempio per i giovani

Il presidente di Automobile Club Milano ha sottolineato anche il valore che un risultato di questo livello può avere nei confronti delle nuove generazioni.

“Automobile Club Milano ha da sempre nel proprio DNA la tutela e la promozione della cultura motoristica; vedere un giovane italiano salire sul tetto del mondo rappresenta il messaggio più bello per tutti i ragazzi che sognano di intraprendere questa strada”.

Antonelli diventa quindi non soltanto un campione, ma anche un punto di riferimento per tanti giovani che iniziano il proprio percorso nel karting o nelle formule propedeutiche.

Da Ascari ad Antonelli, un filo che passa anche da Milano

Nelle parole di Meda c’è anche un richiamo storico particolarmente significativo.

“Con questo titolo Kimi Antonelli raccoglie idealmente il testimone da Alberto Ascari, che corre con licenza dell’Automobile Club di Milano, dimostrando che l'eccellenza, la passione e la scuola motoristica italiana sono un punto di riferimento”.

Un collegamento che unisce due epoche profondamente diverse della Formula 1, ma accomunate dal tricolore sul gradino più alto del Mondiale.

“A Kimi vanno i complimenti più sinceri e l'abbraccio affettuoso di tutto l'Automobile Club Milano”, ha concluso Meda.

Un titolo che riporta l’Italia al centro della Formula 1

Le parole di La Russa e Meda raccontano bene il significato di questo successo.

Il titolo di Antonelli non rappresenta soltanto il traguardo personale di un pilota capace di scalare rapidamente tutte le categorie del motorsport.

È anche il ritorno dell’Italia ai vertici della Formula 1 dopo 73 anni.

Da Alberto Ascari ad Andrea Kimi Antonelli.

Due generazioni lontanissime, unite dallo stesso risultato: essere campioni del mondo di Formula 1.

E per l’automobilismo italiano, dopo un’attesa durata così a lungo, è inevitabilmente una pagina destinata a rimanere nella storia.